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La magia del Gatto

Laura Fezia
La Magia del Gatto
Storie, leggende, misteri
Età dell'Acquario Edizioni
ISBN: 9788871362939
Prezzo € 14,00


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Premessa

Amo gli animali da che ho memoria di essere al mondo.
Quando – da bambina – trascorrevo qualche settimana, in estate, a casa dei miei nonni, a Pollone, nessuno si preoccupava se improvvisamente sparivo, perché sapevano dove cercarmi: nel pollaio o nella stalla.
Giocavo con i pulcini e le galline sorvegliata attentamente dal gallo, che non era molto contento ma mi tollerava, oppure mi perdevo ad accarezzare mucche e vitelli, aiutando ad accudirli.
L’odore che emanavo, dopo queste scappatelle, non era certamente dei migliori e allora mia nonna, prima di concedermi l’accesso in casa, faceva scaldare l’acqua sul putagé (1), mi immergeva nella tinozza posta in mezzo al giardino e si dava da fare con striglia e sapone: eravamo negli anni ’50 e le case, soprattutto le vecchie case di campagna, non erano dotate di vasca da bagno. Il boom economico avrebbe elettrizzato l’Italia solo nel decennio successivo, dando il via a quello che la generazione degli anziani avrebbe ancora per un bel pezzo chiamato sprezzantemente «lusso».
Non avevo animali in casa: mio padre non ne voleva. L’eccezione era rappresentata dal pesce rosso che annualmente zio Marcello ci regalava in occasione del Carnevale… e che finiva regolarmente per defungere nel giro di poche settimane, con mio gran dispiacere. 
Però c’erano, per fortuna, parenti e amici dotati di quadrupedi: andarli a trovare era una gioia! Ricordo un’intera generazione di «Rea» in casa del mio padrino, il gattone persiano di zia Rosita (mi pare che si chiamasse Alì), la cagnetta di Mafalda che scartava da sola le caramelle, la barboncina di zia Giulia che avvertiva le padrone – completamente sorde – se il campanello o il telefono squillavano.
In quei primi tempi e anche oltre, la mia preferenza era per i cani: possederne uno da amare e coccolare era il mio sogno. Sarei riuscita a realizzarlo a 18 anni compiuti.
Dei gatti sapevo poco o nulla, li ammiravo ma mi davano poca soddisfazione ed ero condizionata dalle dicerie che circolavano (e circolano!) su di loro, la prima e più infondata delle quali è: si affezionano alla casa e non al padrone. Inoltre, una delle leggende famigliari era quella che raccontava mio padre che, da bambino, aveva visto la vicina di casa – tôta Cardetti – con il viso sfigurato dalla sua gatta siamese, che le aveva proditoriamente teso un agguato lanciandosi su di lei dall’alto del guardaroba.
Solo con il tempo ho scoperto l’universo felino e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa e totalmente affascinata.
Il gatto si affeziona alla casa solo se non è stato personalmente lui a scegliere il padrone: è un animale indipendente e con le idee chiare, che passa con disinvoltura dal salotto al tetto rimanendo sempre se stesso, senza mai vendersi o accettare compromessi di comodo.
Apprezza i comfort che il bipede di turno gli offre, ma decide lui – e lui solo! – se quel bipede merita la sua considerazione… e i parametri che usa sono davvero sorprendenti!
Infine, il gatto è l’animale magico per eccellenza: ha qualità e proprietà inimmaginabili, è portatore sano di uno straordinario mondo energetico, la cui scoperta e fruizione aprono infiniti orizzonti.
Nella storia, è certamente l’animale che ha mutato più volte il suo destino sociale. Dalla divinizzazione presso gli egizi e altri antichi popoli, alla persecuzione del cattolicesimo, dai fasti dei templi e dei palazzi imperiali, ai roghi della Santa Inquisizione, ha accolto con condiscendenza onori e privilegi, ha sopportato pazientemente pregiudizi e ignoranza, senza cambiare mai la sua natura indipendente e apparentemente menefreghista, adattandosi alla convivenza a volte problematica con l’uomo, tenendosene sempre un po’ a distanza, ma continuando a esercitare su di esso le sue doti seduttive.
Sono ormai più di trent’anni che frequento gatti e posso davvero dire che non esiste «il gatto», così come non esiste «l’uomo»: ogni individuo è un mondo a sé, unico e irripetibile, lontano da stereotipi e generalizzazioni.
Diversamente dall’uomo (2), però e contrariamente a quanto pensano i suoi avversari, se un gatto ti sceglie è davvero per sempre, fino alla morte e anche oltre.
Questo libro è nato per caso… e chi mi conosce sa bene quanta ironia ci sia in questa espressione, perché in realtà sono più che certa, sempre, che «il Caso» non esista.
Parla di gatti, certo, ma non è un manuale di consigli: di quelli sono già piene le librerie di tutto il mondo e non si tratta nemmeno di un vademecum per scegliere quale tipo di micio ospitare nella vostra casa.
È una miscellanea di storia e storie, tra le quali una delle più struggenti storie d’amore che possa accadere di vivere, racconti di vita vissuta, notizie di cronaca e di costume, curiosità, opinioni personali e non, sulle straordinarie qualità dell’animale più affascinante che sia mai comparso sul pianeta Terra.
Ma soprattutto, vuole essere un libro scritto anche dal punto di vista del gatto!

1) Termine dialettale piemontese per indicare una particolare stufa destinata sia al riscaldamento sia alla cucina. Veniva anche chiamata «cucina economica».
2 Uomo = appartenente al genere umano, dunque maschi e femmine. Contenti?


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Notizia stampata il 28 Jan 2021 su www.animalinelmondo.com il portale al servizio degli animali