Un giorno, anzi, una sera, mi accorsi che gli volevo tanto bene. Era appena arrivato a casa nostra, e già sentivo che saremmo restati insieme, per sempre, senza mai dividerci, che mi voleva bene. Sto parlando del mio gatto, Micoel, anche se mi diverto a chiamarlo in altri modi, soprannomi divertenti e spiritosi. Mi spiace molto non poter inviare la foto del mio amico, perchè non ho lo scanner, perciò ve lo descrivo: Ha due occhioni neri, che al buio diventano forforescenti. Il suo pelo è nero a strisce grigio scuro, che però non sono molto visibili al primo impatto. E’ un felino nato, non ama essere manipolato, ma ci prova gusto a sfuggirti sotto gli occhi proprio mentre gli infili il vestitino bello.
Il momento in cui più l’ho sentito vicino è stato quando, mio zio, partendo per le vacanze ha lasciato il suo cane da me (fatelo anche voi… ma non guardatemi neanche). Ho passato dei giorni bellissimi… quando i due non litigavano. E in quei pochi momenti in cui stavano vicino, io mi ci mettevo in mezzo, pronta ad evitare liti furibonde. Un altro giorno in cui temevo di perderlo è stato quando è scappato di casa. Fortunatamente una mia vicina di casa l’ha ritrovato… Micoel infatti aveva sbagliato piano e era andato a bussare alla porta di sotto! Bè, ora vi devo lasciare! Devo vestire Micoel da bagnino!
Storia di Micoel scritta da Ambra



