Ormai sette mesi fa nacqui in paese lontano, ora che son giunto qua son divenuto tifoso napoletano. Mamma Imma e papà Marco mi chiamarono Totò e zio Peppe per me acquistò la maglia 11 di Calaiò. Misero il randagio costretto ad elemosinare. Dormire e desinare: questa è la mia giornata, la mia vita ritengo assai più fortunata. Dormo di notte sulla mia brandina condividendo la camera con nonno Tore e nonna Giustina. Son dolce di aspetto e assai morbidoso.
A chiunque è noto il mio saluto caloroso. Comodo sto sul sofà ad aspettare che presto torni zia Susy da lavorare.
Quando è festa amo andare in campagna dove incontro la mia dolce compagna. Ulisse in amore è il mio rivale, anziano Pastor tedesco di zio Pasquale. Ma io non mi arrendo, continuo a lottare, Maya è solo mia e nessuno la deve toccare. Dal mio terrazzo, seduto, ammiro dormire il buon vulcano, simbolo del mio cuore napoletano. “scritta da Totò”
Storia di Totò scritta da Imma



