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Fred
Fred era un "bimbo" meraviglioso. Solo 5 anni è durata la sua vita, una vita che mi ha dato affetto e amore.
Lo trovai per strada, assieme alla sorella ( che ho chiamato Ginger e che vive ancora con me), quando entrambi avranno avuto si e no tre mesi. Era un pomeriggio di fine giugno, la Roma, dopo anni, aveva vinto il campionato di calcio 2000-2001 ed io da tifosa della mia squadra, mi stavo recando alla festa in piazza. Ero appena uscita di casa, quando sentìì miagolare: non capivo da dove veniva il miagolio, e continuai a camminare. I miao miao si facevano sempre più forti e allora mi voltai, vedendo tra le macchine parcheggiate due gattini magri e spauriti. Mi vennero subito incontro strusciando sulle mie gambe.
Non ci pensai due volte , e li portai a casa, dove c'era Marty, l'altra gatta europea grigia di 10 anni, la quale non fu tanto soddisfatta di avere nuovi...inquilini tra i piedi e per qualche giorno si comportò da gelosa in piena regola. Col tempo cominciò a legare con loro, tanto da comportarsi da mamma, o meglio da zia, premurosa nei loro confronti. Il tempo passò e una mattina d'agosto dello scorso anno Fred cominciò a lamentarsi di brutto. Lo portammo dal veterinario: struvite.
Cominciò il calvario delle flebo, catetere, ecc. e sembrava fosse guarito, invece sorsero delle complicazioni a livello dei parametri del sangue. L'azotemia era salita di parecchio e Fred entrò in coma. Quel mattino lo portammo dal veterinario, sperando in una cura tempestiva, ma già dall'alba Fred non era più lo stesso: mi guardava fisso, non riuscendo a stare dritto ma piegato su un fianco, mentre Marty lo vegliava. Ginger l'avevamo messa in un'altra stanza e tutto la nostra preoccupazione era rivolta a Fred. Mentre stava dal veterinario, sperando nella salvezza, io ero andata nella chiesa di fronte all'ambulatorio a pregare Dio che lo aiutasse, che lo salvasse o prendesse con Sè senza soffrire. Fred rimase tutto il giorno dal veterinario, ma senza risultati positivi, e la sera io e mio marito lo andammo a riprendere che era ancora vivo, ma inerte. Lo mettemmo sul letto nostro, dove amava stare. Le persone del palazzo dove abitiamo lo vennero a visitare, lo accarezzarono e ci consolarono, come si fa in caso di malattie che colpiscono gli uomini, perchè Fred era considerato uno di casa. E lui pareva che capisse l'affetto che aveva intorno. Non appena fu lasciato solo, morì.
Ora riposa nel giardino della nostra casa in campagna, e Ginger la sorellina ancora lo cerca.
La riempiamo di affetto perchè lei ci ricorda tanto il nostro angioletto, la cui vita è stata breve come quella di un piccolo fiore.
Addio amore mio, la tua mamma ti penserà per sempre. Lorella
