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Carlotta e la volpe

Carlotta

Carlotta era la mia grande amica e compagna di meravigliose ed indimenticabili giornate trascorse sulle montagne dell'Alta Val Leogra nel vicentino. Carlotta non è più. Spero che queste mie righe aiutino a far conoscere la grandezza di questa razza. Oggi con il mio cane, sotto i soj rossi sul ghiaione vicino al gran masso di fianco al sentiero di Val Fontana D'oro sul monte Pasubio ho incontrato la volpe, un bel maschio, Carlotta l'ha "fiutato" sin da basso bravissima, subito non l'ho seguita perche ero stanco poi mi sembrò che Carlotta girandosi fiutando su per l'erto ghiaione m'invitasse a salire. M'incamminai, badando a non fare rumore, con la faccia a terra curvo sotto il peso della salita. Dopo essermi fermato e ripreso fiato e trovato l'equilibrio tra sassi e mughi, volsi attorno lo sguardo, subito non la vidi ma poi, sentendomi osservato (quante volte in montagna nel mio solitario andare ho avuto questa sensazione) guardai più attentamente quasi guidato la scorsi. La volpe era là poco più sopra davanti a me, stava accovacciata al sole, aveva le orecchie diritte e gli occhi erano acuti e mobilissimi. Mi aveva visto, cercai d'immaginare cosa provasse sembrava stupita. Dentro di me (non sono un cacciatore) si era risvegliato l'atavico istinto della caccia, l'adrenalina aveva fatto aumentare la mia capacità di concentrazione. La volpe si spostò lentamente quasi scivolando di lato, aveva una gran coda. Arrivò Carlotta e sparirono, dopo qualche attimo si sentì su più in alto verso il bosco di faggi il caratteristico abbaiare del Terrier sulla traccia (in gergo braccare) capii che Carlotta aveva trovato la tana dove la volpe si era rifugiata, con calma mi diressi verso il bosco sapevo che la volpe non sarebbe mai uscita, il braccare della cagna mi guidava, improvvisamente tutto intorno tornò il silenzio,il mio cuore incominciò a battere piu velocemente. Carlotta era riuscita entrare nella tana. Quando arrivai sul posto individuai subito l'ingresso una piccola spaccatura tra le rocce, da la sotto mi giungeva smorzato l'abbaiare di Carlotta, l'angoscia mi prende non penso al pericolo che può rappesentare la volpe resa furiosa dalla paura, ho la sensazione d'essere impotente, immagino il mio cane bloccato nella tana incapace di tornare in superfice. Ancora una volta scopro quanto bene voglio a Carlotta vorrei essere la sotto per aiutarla. Mi siedo per terra, lo sconforto mi prende, mi rialzo di scatto giro in tondo, ma non posso fare niente, sono vuoto maledico il momento che ho deciso di venire in questo posto, e se non riuscisse ad uscire, incomincio a gridare il suo nome, quanto tempo sarà trascorso? Solamente una decina di minuti mi sembra un'eternità, non so più cosa fare, mi allontano un poco nella speranza che girandomi poi di vederla accanto a me, ritorno di corsa sui miei passi la sento ma è sempre la sotto, maledetta volpe. L'abbaiare cessa diventa ringhio, i due animali sono venuti a contatto, la lotta dura poco poi silenzio quando ormai non ci credo più eccola spuntare ansimante, sporca di terra e con addosso l'odore del selvatico e i segni della battaglia appena sostenuta. Si avvicina ancora tutta eccitata, l'abbraccio l'accarezzo lei sembra capire. Carlotta è un Welsh Terrier, nel suo paese di origine il Galles per descriverne il carattere citano un vecchio detto: meglio la morte che la vergogna. Ora sono piu calmo e ritorno a pensare, penso alla volpe che ora povera bestia non è più maledetta e provo le stesse senzazioni di prima, mi sento vuoto e impotente. La volpe si è battuta per la vita il cane per l'uomo. In questo posto non ci tornerò mai più. Chi resta nel cuore di chi vive non muore mai, e un giorno forse.... chissa c'incontreremo.


Storia di Carlotta scritta da Carlo

Notizia stampata il 22 Sep 2021 su www.animalinelmondo.com il portale al servizio degli animali