il portale al servizio degli animali
Corvonero
Era una normalissima giornata. Come in tutte le giornate di Maggio, il sole splendeva nel cielo, e gli uccelli, sparsi nel cielo, apparivano ai miei occhi sempre più come un enorme formicaio. Ma una sola di quelle formiche mi era in quell'istante davvero vicino. Un minuscolo uccello, di quelli che scappano al primo suono improvviso, stava appoggiato sulla mia mano. Le piume bagnate facevano vedere il petto che sobbalzava sotto i colpi del cuore, che batteva furiosamente. Io ed una mia amica, l'avevamo trovato sotto la cascata di una fontanella nascosta dagli occhi dei bambini, ma ci eravamo accorte che forse era troppo tardi. Io però non pensavo nemmeno lontanamente ad arrendermi, e lo tenevo ancora in mano stretto al petto. Ad un certo punto, proprio quando tutto sembrava perso, l'uccellino cominciò a sgrullarsi e ad aprire ali e occhi. Si rizzò sulle zampe e poi si rimise seduto, richiudendo ciò che pocco prima aveva aperto. La scena si ripetè per un altra volta, e questa fu l'ultima. Restò nella sua posizione, ritto in piedi, per qualche minuto, per poi volare via, senza rimpianto. -Come lo chiamiamo?- Mi chiese uno -Corvonero...addio!-Bisbigliai -Quando avrò bisogno di te, ti richiamerò. E con l'uccello, il volo si portò via anche una parte di me.
