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Certificati, documenti ed obblighi

All’atto della prima visita presso il proprio Veterinario di fiducia, verrà impostato il libretto sanitario relativo al vostro cane. Se ciò non avviene (cosa assai remota) pretendetelo perché necessario vademecum e certificazione di tutti i trattamenti e cure effettuate sull’animale.
Infatti, su tale libretto, oltre ad essere riportato lo stato segnaletico relativo al nome, razza, data di nascita, sesso e mantello dell’animale nonché i dati relativi al proprietario e il numero del microcip o del tatuaggio, vengono annotati tutti gli interventi relativi alle profilassi, le vaccinazioni eseguite e le loro relative future scadenze le eventuali allergie e le malattie e conseguenti cure che sono state prestate e gli interventi chirurgici effettuati.
Tale libretto sanitario è bene sempre averlo in valigia, in modo che nella malaugurata ipotesi di malattia, incidente o intervento chirurgico, il veterinario operatore abbia sufficienti informazioni di base, per poi procedere con la dovuta cautela nel prestare le cure dovute o ad effettuare i necessari interventi. Non è certificazione ufficiale valida riconosciuta in ambito comunitario per la quale invece bisogna attenersi a quanto di seguito riportato.

- Verso paesi extra-comunitari: il regolamento di polizia veterinaria cita che se “vengono richiesti certificati di origine e sanità , essi devono essere rilasciati da un veterinario dello stato (…ora ASL n.d.r.) e compilati secondo le norme in vigore nei Paesi di destinazione.”
E’ bene dunque prima di effettuare il viaggio, informarsi presso le Ambasciate o Consolati dello Stato da visitare, quali siano le condizioni necessarie per poter introdurre il proprio amico cane in quel paese e quali i documenti da produrre.

- Da paesi extra-comunitari: devono essere muniti di certificato conforme a quanto previsto dalla Decisone della Commissione U.E 2004/824/CE nel quale oltre alla scheda segnaletica dell’animale che deve essere identificabile tramite il microcip o il tatuaggio(ben identificabile e leggibile)e ai dati del proprietario, deve esser riportata l’avvenuta esecuzione della vaccinazione nei confronti della rabbia in corso di validità. Tale certificato deve essere redatto da un Veterinario Ufficiale e ha una validità di quattro mesi o fino alla riportata data di scadenza della vaccinazione antirabbica se precedente tale data. E’ vietata l’introduzione sul territorio nazionale di cani di età inferiore ai tre mesi. Non è necessaria, per l’introduzione in Italia dai Paesi terzi, l’esecuzione dei trattamenti preventivi degli animali da compagnia nei confronti delle zecche e dell’echinococco cosa che oltre alla titolazione degli anticorpi della rabbia è previsto in altri paesi.

- Tra paesi comunitari: devono essere muniti di passaporto conforme a quanto previsto dalla Decisone della Commissione U.E 2003/8037CE e dovranno essere identificati tramite tatuaggio (solo fino al 2012) o microcip. Su tale documento (per il nostro Paese rilasciato dal Servizio Veterinario delle ASL) il Veterinario Ufficiale oltre ad annotare i dati segnaletici del padrone e del cane, attesta l’avvenuta effettuazione della vaccinazione contro la rabbia che deve essere stata eseguita da almeno 30 giorni e non oltre i 12 mesi . La validità di tale documento viene mantenuta di fatto dal richiamo della vaccinazione antirabbica che alla scadenza di ogni 12 mesi deve essere effettuato.
Per l’introduzione nel Regno Unito di Gran Bretagna , Rep. Irlanda e Malta i cani devono essere identificabili esclusivamente mediante microcip e devo aver effettuato la titolazione degli anticorpi contro la rabbia. Il prelievo di sangue per gli esami di laboratorio per tale indagine può essere effettuato già venti giorni dopo la vaccinazione (lettera del Min.Salute n.600.3/SA.29/3020 datata 21.06.2002 ) e deve dimostrare un titolo anticorpale di almeno 0.5 UI/ml.. Prima che il soggetto possa essere introdotto nei sopraccitati Paesi devono trascorrere almeno sei mesi a far data dalla data del prelievo di sangue per la determinazione del titolo per cui la validità del certificato decorre dal primo giorno utile successivo alla fine dei sei mesi e scadrà con lo scadere della validità della vaccinazione antirabbica. Per il rinnovo del passaporto deve essere effettuata ogni volta la procedura sopra descritta.
Per l’introduzione in Svezia i cani devono essere identificabili esclusivamente mediante microcip e devo aver effettuato la titolazione degli anticorpi contro la rabbia 120 giorni dopo la vaccinazione che deve dimostrare un titolo anticorpale di almeno 0.5 UI/ml.
Oltre alle particolari disposizioni relative alla profilassi della rabbia, gli animali diretti nel Regno Unito di Gran Bretagna e in Svezia, Rep. Irlanda,Malta devono aver subito tra le 24 e le 48 ore prima della partenza un trattamento contro l’echinococco ( E.Multilocularis) e contro le zecche (R. Sanguineus).
Per la movimentazione verso la Finlandia è necessario il trattamento preventivo per l’echinococco, che deve essere effettuato massimo 30 giorni prima dell’arrivo in Finlandia degli animali.
Nei paesi comunitari è vietata l’introduzione nei rispettivi territori nazionali, di cani di età inferiore ai tre mesi a meno che specifiche norme proprie di singoli Paesi dispongano il contrario, nel qual caso è bene informarsi prima di intraprendere il viaggio,presso le rispettive Ambasciate o Consolati.

- Nel territorio nazionale: non ci sono particolari regole o restrizioni per i viaggi all’interno del territorio italiano né tantomeno è richiesta la vaccinazione antirabbica in quanto, essendo il nostro territorio indenne da tale malattia già dal 1995, tale obbligo non è per ora necessario come ribadito dal Min.della Salute con lettera n. DGVA.VIII/27725/P-I8.d/318 del 27.07.2006.
Può capitare invece che dalla singole ASL vengano temporaneamente impartite eventuali misure specifiche per la sicurezza degli animali, per cui prima di ogni viaggio è bene chiedere notizie certe presso il Servizio Veterinario di destinazione.
Anche dai paesi membri dell’Unione Europea è vietato introdurre in Italia cani di età inferiore ai tre mesi e non è necessaria l’esecuzione dei trattamenti preventivi nei confronti delle zecche e dell’echinococco.

Dott. Gianfranco Pinzone

Notizia stampata il 11 May 2021 su www.animalinelmondo.com il portale al servizio degli animali