Cenni storici e origini
Le origini del Labrador sono incerte: ci sono varie ipotesi, fra cui quella che lo vede come originario dell’isola di Terranova in Canada, anche se non è ben chiaro come vi sia arrivato perchè Terranova fu abitata solo dal XVII sec. e senza dubbio a quell’epoca vi furono introdotti dai coloni britannici diversi tipi di cani, adatti al traino e la pesca, di taglia grande e media. C’è da dire che l’isola d Terranova fu precedentemente frequentata dai pescatori baschi nel XVI sec., ben prima dell’installazione dei Britannici. Il Labrador è stato riconosciuto ufficialmente dal Kennel Club nel 1903 ed è nel periodo che va tra la prima e la seconda guerra mondiale che questa splendida razza vede il suo periodo più glorioso nei concorsi e nelle esposizioni. In quel periodo è stato un simbolo dell’alta società britannica, appasionata di caccia: lord Knutsford e la contessa Howe sono coloro che hanno contribuito al perfezionamento del Labrador. In Italia la razza è ora molto affermata come cane da compagnia e guida per ciechi.
Carattere e comportamento
Il Labrador è un gran cucciolone, matura piuttosto tardi, dopo i due anni. Non dimostra mai di aver paura e si diverte in tutte le situazioni. Un consiglio che posso darvi è di fare attenzione ai soprammobili, ai bambini e gli anziani, perché la sua allegria e voglia di giocare non hanno limiti. I cuccioli di Labrador adorano la vita sociale.
Aspetto generale
L’aspetto del Labrador è quello di un cane robusto e solido. Il pelo è corto e fitto, nero, marrone fegato o giallo in sfumature che variano dal rosso al crema. La testa presenta mascelle vigorose di media lunghezza, il tartufo è largo con narici ben sviluppate, gli occhi di media grandezza di colore marrone, le orecchie sono di medie dimensioni e ricadono contro la testa, il collo è possente e solido, gli arti anteriori sono dritti dal gomito a terra, quelli posteriori sono ben costruiti con grassella angolata e garretti correttamente abbassati. Il petto è largo e ben abbassato, la coda è tozza e un po’ più grossa vicino alla radice, ma si assottiglia verso la punta.
Standard
Altezza: maschi, ideale tra i 56 ed i 57 cm; femmine, ideale tra i 54 ed i 56 cm.
Peso: da 25 a 34 kg.
Tronco: torace ampio e ben disceso, con costole ben arcuate “a botte”. La linea dorsale deve essere pari dal garrese alla groppa.
Testa e muso: deve essere proporzionata alle dimensioni del corpo, ben modellata, asciutta, con guance poco carnose. Il cranio è largo, con stop ben definito.
Tartufo: ampio, il colore è in relazione al mantello.
Denti: la dentatura deve presentarsi ben sviluppata, completa e perfettamente corretta. I denti devono essere più bianchi possibile. Non si ammettono deficienze.
Collo: ben robusto e ben portato.
Orecchie: non devono essere né larghe né pesanti: sono portate pendenti vicino alla testa e attaccate un po’ arretrate.
Occhi: sono di colore marrone o nocciola scuro, di media grandezza; hanno espressione buona e intelligente.
Arti: devono avere una buona struttura ossea ed essere perfettamente diritti.
Spalla: ben angolata.
Muscolatura: di buono sviluppo.
Coda: è una caratteristica della razza. Molto grossa alla base, si assottiglia verso l’estremità. Non presenta frange ma è ricoperta di pelo corto, fitto e folto, che le dà aspetto di coda “da lontra”.
Pelo: folto, corto, senza frange, piuttosto duro al tatto. Il sottopelo è folto e resistente alle intemperie.
Colori ammessi: i soli colori sono nero, giallo o marrone (chocolate).
Difetti più ricorrenti
Prognatismo, enognatismo, colori del mantello non ammessi dallo standard, monorchidismo, criptorchidismo, dentatura difettosa, andatura scorretta, mancanza di premolari, muscolatura insufficiente, arti non diritti, occhio chiari, tartufo depigmentato, petto concavo, spalla poco angolata, piedi troppo piccoli, cranio rotondo, stop poco definito.
Standard a cura di Federico Vinattieri









