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Parrocchetto dal collare indiano

Nome scientifico: Psittacula krameri manillensis

Taglia: 42 cm coda inclusa

Habitath naturale e distribuzione: Foreste e praterie con alberi e cespugli vicino a corsi d’acqua. Diffuso in una vasta zona geografica che comprende Africa centrale ed orientale India, Cina e Pakistan.

Descrizione: Parrocchetto dall’aspetto raffinato ed elegante, si presenta con livrea verde brillante, remiganti nero-bluastre sottocoda giallognolo, può presentare piccole soffusioni gialline sul ventre che ha colorazione verde chiaro. Il becco si presenta con mandibola superiore rossa e mandibola inferiore nera, le zampe sono grigio-nere hanno quattro dita due rivolte in avanti e due all’ indietro ( come tutti gli psittaciformi) L’occhio è tondo e nero contornato da un anellino chiaro negli adulti, la lunga coda contribuisce a migliore l’aspetto complessivo di questo psittacide.
Abbiamo fin qui descritto la colorazione dei soggetti selvatici, ma con l’allevamento selettivo sono nate molte “mutazioni del colore” spesso belle e affascinanti come ad esempio la “lutino” caratterizzata da piumaggio giallo ranuncolo con occhi rossi, “ giallo” uguale al lutino ma con occhi neri, “azzuro” caratterizzato da piumaggio interamente blu-azzurro, (da notare che i soggetti con tale livrea hanno corporatura leggermente più massiccia), “Verde-oliva”, piumaggio verde oliva con piccole macchie gialle ai lati superiori d’entrambe le ali, grigio, con piumaggio grigio cenere, colorazione non particolarmente bella, appare spesso insignificante se posto a confronto con le tinte sopra descritte.

Differenze tra i sessi: nettamente evidenziata, il maschio presenta un collare nero sul sottogola ( da cui il nome comune) e una banda colorata sul collo in corrispondenza della “zona sottonucale”, (generalmente arancio rosa); la femmina e l’individuo giovane sono completamente privi di tali dettagli. Prima dei tre anni non compaiono banda e collare per cui i giovani maschi sono spesso scambiati per femmine adulte, si consiglia al momento dell’acquisto, di verificare l’età dei soggetti controllando la data di nascita sull’anello inamovibile applicato ad una zampa. (ricordiamo che questi pappagalli non sono soggetti ad obbligo d’inanellamento) per essere certi dell’età si scelgano soggetti con gli appositi anelli.

Alloggio ed accessori:
Dal momento che questi uccelli possiedono buona apertura alare, se ne consiglia la sistemazione in grandi gabbioni o piccole voliere ( è poi importante che la rete sia orizzontale a maglia di 3 x 2 cm in modo che le zampe non si danneggino) dove possono fare un minimo di movimento. E’ possibile la sistemazione in voliere da giardino, in quanto questa specie (come quasi tutto il genere psitacula) sopporta bene le basse temperature, purché l’aviario sia protetto da vento e gelo.
Gli accessori sono pochi; mangiatoie di dimensioni adeguate al parrocchetto, beverini preferibili a vaschetta, una cassetta-nido di legno, rettangolare con sviluppo orizzontale (30x30x 50h) con foro rotondo d’entrata di 9-11 cm e non ultimi i posatoi, che dovranno essere di dimensione adatta per le zampe, ovvero quando le dita li stringono non dovranno ne sovrapporsi ne toccarsi, potranno essere di plastica (facili da pulire e economici) oppure in legno sicuramente più graditi ma possibile ricettacolo di pidocchi e parassiti. Ultimo ma importante consiglio le reti di gabbioni e voliere, dovranno essere abbastanza spesse e robuste in modo da risultare inattaccabili dal becco.

Pulizia ed igiene:
Per una adeguata igiene potremo porre sul fondo-gabbia della carta di giornale DA SOSTITUIRSI ALMENO UNA VOLTA OGNI 10 GIORNI, utilizzando poi un apposito antiparassitario spray (specifico per ornitologia) spruzzato periodicamente si terranno lontano parassiti e pidocchi di vario genere.

Alimentazione:
Il cibo di questi parrocchetti in natura è dato da semi, frutta, bacche, vegetali vari, e per alcune sottospecie anche nettare ( non sono comunque loridi), in cattività la dieta sarà cosi composta:
· Misto di semi per parrocchetti con aggiunta di semi per pappagalli di taglia medio-grande
· Frutta come mele, (di diverse qualità e colore), arance, mandarini, cachi, pere, susine, uva e uvetta sultanina (solo saltuariamente) pere e mango
· Verdure, insalate varie, carote, foglie di cavolo carote, cicoria, zucchine cetrioli, fagioli e piselli con buccia, centocchio bianco e stellaria.
E’ indispensabile che il pappagallo abbia poi a disposizione un blocchetto di sali minerali e calcio da rosicchiare, normalmente reperibile nei migliori negozi d’animali.

Accoppiamento, nidificazione e allevamento della prole:
Nella “parata nuziale” il maschio utilizza una serie di messaggi tra cui, svolazzo ripetuto da un posatoio all’altro con coda allargata, emettendo versi quasi melodiosi, imbeccando la compagna e sistemandole le penne di capo e nuca.
Dopo l’accoppiamento (o gli accoppiamenti) la femmina prepara la “camera di cova” ovvero imbottisce la cassetta con il materiale messole a disposizione (paglia e fieno) successivamente vi depone da tre a cinque uova tondeggianti che cova da sola per 24 giorni, i pulcini nutriti dai genitori restano nel nido per quarantacinque giorni trascorsi i quali saranno pronti ad involarsi; Andranno divisi dai genitori a 60 giorni d’età ormai svezzati e del tutto indipendenti.

Possibili convivenze con altri volatili:
Aggressivo, con spiccata territorialità non va alloggiato con nessun altro genere di volatile, nel periodo riproduttivo aggredisce anche i suoi congeneri (quanto detto vale per P. krameri manillensis sottospecie indiana che abbiamo qui descritto) mentre il collare africano P. krameri krameri molto simile ma con becco e collare viola-nerastro, risulta più docile e conciliante vivendo senza particolari difficoltà con altri generi di pappagalli di taglia simile e anche piccoli, purché sappiano difendersi se necessario.

Marco Somale

Notizia stampata il 19 Nov 2017 su www.animalinelmondo.com il portale al servizio degli animali