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RAGDOLL

ragdoll
Scheda e fotografia inviata da: www.ragdollitalia.it

Che cos’è un ragdoll?
Volendo rispondere a questa domanda, semplice ma nello stesso tempo complessa, potrei dirvi che il ragdoll è un compagno per la vita. E’ un gattone dolce, stracoccolone ed infinitamente buono. Il loro nome deriva dalla loro innata fiducia nei confronti dei loro amici umani (ragdoll= bambole di pezza). I ragdoll infatti come presi in braccio si abbandonano completamente alle coccole…come fossero un tenero peluche. Tale e tanto è il suo affetto per l’uomo che, come sente il contatto con un essere umano, si rilassa e si abbandona. Grazie al loro carattere docile e coccolone vengono spesso inseriti in programmi di pet-terapy con bambini o anziani. Il ragdoll vive perfettamente ( e preferibilmente) in casa, non graffia, non sporca e si affeziona a tutta la famiglia. Ideale per i bambini, che trovano in lui un instancabile compagno di giochi ed un amico affezionato e sincero. E’ un tenero cucciolo con cui si può condividere ogni momento della giornata, un animale che si adatta al ritmo e alle abitudini e perché no…qualche volta anche ai vizi e ai difetti del suo proprietario.

La storia
L’origine di questa meravigliosa razza felina è attorniata da leggende e misteri. Il ragdoll sicuramente “nasce” in America all’inizio degli anni 60 grazie al lavoro di un’allevatrice: la misteriosa ed eccentrica Ann Baker. Tutto ciò che ci è dato sapere, sul come e perché sia nata questa nuova meravigliosa razza, viene esclusivamente dalle testimonianze dell’allevatrice. Un po’ per attitudine personale, un po’ per abile strategia di marketing (i ragdoll sono infatti una razza “brevettata”) la signora Baker creò un alone di mistero e magia intorno alle sue creature. Nel corso degli anni, tra racconti improbabili, smentite e nuove ulteriori rivelazioni si è creata la leggenda. Così come altri ce l’hanno raccontata, noi la raccontiamo a voi….. Secondo le bizzarre affermazioni di Ann Baker il primi Ragdoll nacquero, nel 1963 a Riverside in California. La signora raccontò che una gatta bianca di nome Josephine, dal carattere piuttosto schivo e indipendente, girovagava intorno alla sua casa. Un giorno Josephine fu investita da un’auto e riportò gravi lesioni craniche; curata dalla Baker guarì perfettamente. Tornata sana, la gatta riprese ad accoppiarsi regolarmente, ma con una differenza: i cuccioli nati dopo l’incidente avevano un carattere mite, socievole ed erano estremamente morbidi. Si narra che dalla prima cucciolata post-incidente nacquero 4 gattini; due erano neri e 2 erano colorpoint; I due gattini colorpoint (di cui esiste un rarissimo filmato) sono i bis-bis-nonni di tutti i Ragdoll che tanto amiamo. Nonostante tali affermazioni “fantasiose” esperti di genetica stabilirono che in realtà la Baker fece un lungo lavoro di selezione, “costruendo” in pochi anni la nuova razza. Sembra probabile che i primi ragdoll nacquero dall’incrocio della mite Josephine (nativa americana bianca) con un gatto colorpoint. Ancora oggi non si conosce chiaramente il papà dei Ragdolls, anche se, dallo studio dei pedigree, si suppone sia un Persiano Himalaiano o un Burmese. Una forte selezione, effettuata con incroci tra consagunei, portò nel corso degli anni ad avere un patrimonio genetico stabile e ben definito. Nel 1975 la Baker (unica nella storia dell’allevamento felino) brevettò i suoi gatti con il nome di “Ragdoll” e chiamò il suo allevamento “Raggedy Ann Ragdolls”. La leggenda racconta inoltre che quando Josephine morì lasciò in eredità alla Baker i tre ragdoll essenziali per la dinastia di tutti i ragdoll esistenti; Daddy Warbucks, capostipite della varietà mitted (che condensava per Ann l’originale look della razza), Buck Wheat, che diede origine alla varietà colorpoint e una femmina bicolore. Si poterebbe poi narrare ancora molto, sui colori originariamente selezionati o sul carattere dei primi Ragdoll….ma questa è un’altra storia.

Il carattere
Il ragdoll è un gatto dal carattere adorabile, dolce e giocherellone, ha sempre voglia di coccole, ama stare in braccio, proprio come un bambino, e predilige la posizione con la pancia all’aria. La sua totale fiducia nell’uomo lo porta a rilassarsi completamente e ad abbandonandosi proprio come una bambola di pezza (Rag-doll). Estremente legato alla famiglia cerca continuamente il contatto fisico. Non ama il rumore o la confusione e non è indicato a chi passa tanto tempo fuori casa, il ragdoll infatti legandosi estremamente al padrone ne sente moltissimo la mancanza. E’ il gatto d’appartamento per eccellenza, in quanto selezionato per stare con le persone; ha eletto a suo abitat naturale il divano o ancora meglio il lettone. La sua indole estremamente mite e la sua disponibilità sono poi proverbiali, il lavoro di selezione compiuto ha fatto si che non si può paragonare il ragdoll a nessun’altra razza felina. Convive tranquillamente con altri cani o gatti poco aggressivi, in quanto il suo carattere remissivo e non belligerante lo porta ad evitare litigi (in cui peraltro risulterebbe sempre perdente). Non può assolutamente rimanere solo o abbandonato a se stesso: morirebbe di tristezza. Sfatiamo ora qualche diceria, il ragdoll è tranquillo ma non è stupido…anzi; più di una volta ve lo troverete davanti con la faccia dolce e coccolona, non cascateci lui sa come ottenere tutto ciò che vuole e voi puntualmente abboccherete. Inoltre non è assolutamente affetto da tare genetiche (è stato dimostrato scientificamente il contrario) e come tutti gli esseri viventi prova dolore; se si lascia strapazzare più di qualunque altro gatto è solo perché vi ama.

Standard generale della razza
Corpo: ossatura imponente e lunga, muscolatura potente, petto ampio, bacino largo quanto le spalle. Contende al Maine Coon il primato tra i giganti delle razze feline, alcuni maschi arrivano a pesare anche 8/9 kg.
Testa: larga, piuttosto triangolare un po’ cuneiforme, dai contorni arrotondati; zona piatta tra le orecchie, di profilo, leggero stop, muso arrotondato, mediamente lungo, ben sviluppato, come pure il mento, cranio piatto di lunghezza media.
Orecchie: prolungano i contorni della testa, larghe alla base leggermente inclinate in avanti, arrotondate in punta mediamente pelose.
Occhi: ovali, grandi, appena obliqui, del blu più scuro possibile.
Collo: corto con muscolatura possente.
Zampe: piuttosto lunghe, muscolose, posteriori più alte delle anteriori.
Piedi: tondi, con ciuffi di pelo tra le dita.
Coda: lunga, piuttosto spessa alla base, proporzionata al corpo, portata leggermente più alta al livello della schiena.
Pelliccia: da semi lunga a lunga, fitta, segue bene il movimento del corpo aprendosi a ciocche, più corta sulle zampe, collare molto importante a forma di giubbotto.

Cure
Per quanto il pelo sia meno critico di quello di altre razze, occorre comunque spazzolarlo con regolarità. Nel periodo della muta (primavera e tardo autunno) occorre spazzolarlo spesso e somministrare al gatto prodotti specifici per l’eliminazione dall’intestino dei rotoli di pelo. Essendo un animale molto pulito è molto esigente in fatto di pulizia. Non tollera che le lettiere siano sporche o maleodoranti. Non sopporta la solitudine e non è indipendente: ha bisogno di compagnia e della presenza del padrone. Per quanto riguarda la salute poi, essendo il ragdoll una razza recente nonché diretta discendente di gattoni nativi americani, non ha praticamente problemi. Scordatevi i problemi tipici dei persiani o la salute cagionevole di altre razze troppo selezionate, il ragdoll è un ragazzone forte e florido.

Alimentazione
Occorre somministrare alimenti di elevata qualità sia umidi che secchi. E’ un gatto molto goloso e ama assaggiare tutto quello che il proprio padrone gli somministra: attenzione a non esagerare. Occorre tenere d’occhio la bilancia poichè, specie se sterilizzato, ha una robusto appetito e una conseguente tendenza ad ingrassare.

Genetica
Il ragdoll riconosce tre varietà
colourpoint: come tutti i gatti a motivo siamese presenta nel suo genotipo il gene cs ha le punte con una pigmentazione più scura rispetto alla pelliccia (orecchie, muso, zampe e coda)
mitted o guantato: in cui oltre ad avere nel suo genotipo il gene cs è presente il gene sm, un mutante recessivo white spotting (responsabile della pezzatura bianca) che si manifesta in forma molto limitata, infatti, il bianco, è confinato solo alle estremità degli arti ed al mento. Sulle zampe anteriori i “guanti” saranno pari e simmetrici sulle posteriori il bianco deve arrivare fino ai talloni.
Bicolori: presenta nel suo genotipo il gene siamese e quello della pezzatura bianca. Il bianco almeno un terzo, sarà presente sull’addome e sugli arti. Caratterizza la varietà una tendina bianca a forma di V rovesciata simmetrica sul muso.
Colori: seal, blu , chocolate, liliac, red, cream. I colori classici sono il seal ed il blue gli altri sono di più recente introduzione e rappresentano delle diluizioni dei colori originari. Il colore red nelle femmine dà origine alla colorazione tortie.
Tortie e linx (tabby): rappresentano due varianti ulteriori ai tipi presentati. Nei linx (anche detti tabby) la sfumatura scura non è compatta ma si presenta come una “striatura” nel rispetto comunque del gene es e delle varie pezzature. I tortie (che sono solo femmine) derivano dalla particolarità del gene red; lo stesso infatti non essendo ne dominante ne recessivo può portare ad una doppia colorazione del gatto che presenta nelle zone scure il cosiddetto effetto tartarugato.
Solid: argomento spinoso. I ragdoll sono stati intenzionalmente brevettati a tutela delle loro caratteristiche uniche, sia nella morfologia che principalmente nel carattere. Il ragdoll, nelle sue varietà, ha sempre la colorazione sfumata colorpoint. Tuttavia ultimamente, specie in America, alcuni allevatori hanno iniziato a selezionare dei ragdoll non colorpoint ossia a colorazione compatta , solid appunto. Attualmente i “solid” non sono accettati da nessuna federazione, non possono essere portati alle mostre ne avere il pedigree. Tuttavia alcuni allevatori poco seri stanno diffondendo questi gatti. Premesso che un tale atteggiamento rischia di vanificare 30 anni di serio lavoro degli operatori (per ottenere le colorazioni solid sono sicuramente stati fatti incroci con gatti di razze diverse) resta la domanda se questi gatti possano veramente definirsi ragdoll. Questi gatti per quanto belli non rispettano nessuno standard, ci sono praticamente in tutte le varietà e colori e la loro morfologia è ben diversa dal ragdoll “ufficiale”, inoltre cosa ben più grave il loro carattere è assolutamente distante dai veri ragdoll. Vale la pena rinunciare alla principale e migliore caratteristica di questa razza per rincorrere l’ultimo colore di moda? Morale della favola il ragdoll-solid non esiste; esistono dei gatti spacciati per ragdoll ma che della razza originaria hanno perso tutto in favore della colorazione compatta. Diffidate quindi di chi ve li propone.

Notizia stampata il 24 Nov 2017 su www.animalinelmondo.com il portale al servizio degli animali