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PRE o Andaluso

Andaluso o PRE

PRE (Pura Raza Española) o Andaluso


Origini e storia:
Le origini del cavallo Andaluso (o PRE) si perdono nella notte dei tempi. Già 5000 anni avanti Cristo è stata raffigurata nelle grotte paleolitiche iberiche la stilizzazione di cavalli compatti, dal profilo convesso e dal passo rilevato.

I guerrieri iberici erano temuti ed invidiati proprio per la bravura a cavallo e per i loro eccezionali destrieri: nonostante le redini fossero lasche, il cavallo era perfettamente riunito e pronto a schivare qualsiasi attacco con coraggio, agilità ed efficacia.
Persino Senofonte tesse le lodi di questa razza (“talentuosa razza iberica”) e Omero ne parlò anche nell'Illiade, definendo questi cavalli “invincibili nella corsa”.

Nell'IV secolo a.C iniziarono i 700 anni di dominio romano. Oltre alla costruzione di molte via di comunicazione, l'impero romano si distinse per la fondazione dei primi Haras: centri ben organizzati per la riproduzione di cavalli da guerra. Grazie alla loro forza, velocità, agilità e capacità di apprendimento, la maggior parte dei cavalli utilizzati negli Haras proveniva proprio dall'odierna Andalusia.

Chi crede che agli antipodi della razza Andalusa vi stia un antenato arabo cade in errore: questo cavallo sembra discendere dall'incrocio della razza autoctona (i discendenti di quella raffigurata nelle grotte paleolitiche) con alcuni berberi importati dai Mori nel VII secolo. Il nome della razza dipende appunto dal luogo della sua origine: l'Andalusia.

Nel XV secolo i monaci del monastero di Jerez de la Frontera, di Siviglia e di Cazallo cominciarono le prime selezioni per mantenere la purezza del cavallo Andaluso.

A cavallo del 1500, Cristoforo Colombo e Cortes portarono alcuni esemplari Andalusi nel continente americano, che divennero di fatto gli antenati dei cavalli americani contemporanei. Celebri le parole di Cortes, dopo la conquista del Messico nel 1519: “Dopo Dio, la nostra vittoria è dovuta ai cavalli”

Nel XVII secolo le doti del cavallo andaluso si fecero conoscere un po' ovunque, eccellendo nelle accademie di Alta Scuola, dove venivano montati dai più grandi écuyers, e distinguendosi sul campo di battaglia per il coraggio, la resistenza e l'agilità.
Il successo enorme e le sue grandi qualità lo portano nel resto del mondo, dove viene utilizzato per migliorare tutta una serie di razze, fra cui il Lusitano, l'Holstein, il Frisone, il Napolitano, il trottatore Orlov, e così via fino a giungere a porre le basi per la selezione del purosangue inglese, nel 1700 circa.

Nel 1580 24 giumente, 3 stalloni e 6 puledri furono portati a Lipizza per dare il via all'haras imperiale. Questo non fu che l'inizio della celebre scuola d'equitazione di Vienna.
Questi cavalli erano i preferiti dai re, dall'aristocrazie e dai migliori maestri d'arte equestre.

Ecco pero' un'ombra che si affaccia sulla storia dell'andaluso: tra il XVII e il XVIII secolo, sotto dominio francese una serie di editti reali impose l'incrocio della razza andalusa con cavalli di tipo pesante (olandesi, danesi e napolitani).
Fortunatamente i monaci di Jerez de la Frontera si opposero a tale editto e nascosero i loro cavalli dal sangue puro, detti Cartujani, per preservarli dall'influsso di razze estere.
Dobbiamo a questi monaci l'esistenza odierna di questa antica razza, che ancora oggi brilla per tutte le sue qualità.

A causa della rivoluzione industriale ed in seguito all'apprezzamento crescente verso le corse e per il salto ad ostacoli, l'Andaluso venne poco a poco dimenticato.

Nel XIX secolo vi fu una strutturazione dell'allevamento spagnolo: nel 1834 fu creato il primo deposito di stalloni, nel 1893 nacque il primo Haras militare, denominato Yeguada Militar, e nel 1904 vi fu la fondazione della Direzione dell'Allevamento Equino, dipendente direttamente dal ministero della Difesa spagnolo.
Fu grazie ad un gruppo di appassionati allevatori che si creò nel 1912 lo stud-book della razza andalusa, al quale erano iscritti prevalentemente Cartujani. Il nome della razza passò progressivamente da “andaluso” (comprensivo di tutti gli individui appartenenti a questa razza) a “PRE”: Pura Raza Española (cavalli iscritti allo stud-book).

Fino al 1920 il PRE conobbe un gran successo, complici le manifestazioni che lo vedevano come protagonista mentre fronteggiava i tori. Poi, un altro declino, causa la guerra e la crescente meccanizzazione.

La rinascita arrivò nel 1972, grazie alla fondazione della Scuola Reale Andalusa di Arte Equestre. Il PRE ricominciò a dominare nell'Alta Scuola, e iniziò così la forte espansione internazionale, che persiste tutt'oggi.

Caratteristiche morfologiche:

Premessa:
Esistono due tipologie distinte di PRE:

Cartujano: cavallo tipizzato, comunemente grigio, appartenente alla linea più pura del PRE. Ha il profilo convesso e le andature brillanti e rilevate.

Yeguada Militar: è spesso baio, con un profilo rettilineo e andature più allungate.

Quelle che seguono sono le caratteristiche che un cavallo PRE deve possedere per essere iscritto allo stud-book:

Altezza: l'altezza minima per i maschi è di 1.52, mentre per le femmine è di 1.50. Si può arrivare fino ad un'altezza massima di 1.67, ma la media si situa attorno a 1.58 m.

Peso: Varia tra i 400 e i 500 chili.

Mantello: comunemente è grigio (anche pomellato) o baio. Raramente morello o roano. Altre colorazioni non sono ammesse.

Corpo: tipo mesomorfo. Struttura compatta ed arrotondata. Il cavallo di giusta conformazione è armonioso e robusto.

Testa: rettangolare, di lunghezza media, profilo dritto o leggermente convesso, occhi grandi e vivi, fronte larga, orecchie di taglia media, mobili, leggermente divergenti. Narici ben aperte ma non protuberanti, mascella larga e muscolosa.

Incollatura: possente, leggermente arcuata e di misura media.

Petto: ampio.

Garrese: largo e ben marcato.

Spalla: lunga e inclinata.

Dorso: muscoloso.

Reni: corti e larghi, orizzontali o lievemente incurvati.

Groppa: arrotondata e leggermente inclinata, di lunghezza e larghezza media.

Coda: folta, attaccata bassa.

Crini: abbondanti, forti, lunghi e setosi.

Gambe: forti, ben formate, coscia muscolosa, articolazioni forti, larghe e nette.

Andatura: rilevata, spesso gli anteriori vengono “gettati” verso l'esterno (questo nella altre razze è visto come un difetto, ma nel PRE è segno di pregio e di spettacolarità del gesto), brillante, cadenzata, energica e riunita.

La registrazione allo Stud-Book (gestito dal Ministero della Difesa Spagnolo) dipende da due fattori: primariamente bisogna che l'atto di monta dello stallone e la descrizione del puledro effettuata dal veterinario venga fatta pervenire direttamente in Spagna. Anche il prelievo di sangue determinerà l'appartenenza alla razza.
In secondo luogo il cavallo dovrà essere presentato ad una commissione spagnola (annualmente si reca nei paesi esteri per vedere i cavalli) per controllarne la tipicità, in modo che vengano rispecchiati i canoni minimi per l'iscrizione allo Stud-book. Questo esame si potrà fare dai 3 anni in avanti, ma il cavallo potrà essere presentato alla commissione solo una volta nella vita.
È sottointeso che entrambi i genitori del cavallo devono essere iscritti allo stud-book, o la registrazione non potrà essere effettuata.
Solo soddisfando i requisiti sopraindicati il cavallo potrà essere iscritto nel registro e sarà a tutti gli effetti adatto alla riproduzione.

Temperamento e discipline:
Per descrivere il cavallo di razza PRE ci sono solo parole che ne sottolineano le qualità: cavallo dolce, equilibrato, generoso, obbediente, sensibile, docile, affettuoso, ma ugualmente fiero, agile, intelligente e coraggioso.
Proprio grazie al loro equilibrio mentale e alla loro gentilezza, i maschi sono spesso tenuti interi.

Il PRE è considerato a tutti gli effetti un cavallo polivalente: eccelle sia nell'alta scuola, che negli attacchi. È molto apprezzato nei trekking e naturalmente spopola sia negli show che nella monta da lavoro, la cui espressione più significativa è la doma de campo. Essa comprende tre discipline: il rejoneo (il rejoneador in sella al cavallo attacca il toro con l'aiuto del rejoneo, un lungo bastone appuntito), l' acoso y derribo (selezione delle vacche in base alla loro combattività. Si effettua con l'aiuto della garrocha, bastone lungo 4 metri con una punta in ferro) e la più famosa doma vaquera (è la preparazione del cavallo al lavoro con la mandria. Il risultato di tale lavoro è un cavallo equilibrato, obbediente e reattivo).


Curiosità:
La marchiatura è largamente utilizzata dagli allevatori di questa razza. I marchi indicano la famigllia dell'allevatore e vengono effettuati sulla coscia sinistra dei maschi e su quella destra delle femmine.
Attenzione: la marchiatura non significa che un cavallo è iscritto allo Stud-Book!

A cura di Diana Camenzind


Notizia stampata il 22 Dec 2014 su www.animalinelmondo.com il portale al servizio degli animali