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MASTINO NAPOLETANO

mastino napoletano
Fotografia e scheda inviata da: mastinodellanoce.it

Origine e storia

Discende dal grande molosso romano, descritto da Columella (I sec.) in De Re Rustica, diffuso in tutta Europa dalle Legioni di Roma, al fianco delle quali ha combattuto, contribuendo nella formazione di molte razze di mastini negli altri paesi europei. Conservatosi, lungo molti secoli nella campagna vesuviana e nella regione napoletana, in genere, è stato riselezionato dopo il 1947.

Standar della razza

Standard FCI n. 197/19 novembre 1991
Paese d'origine: Italia Utilizzazione: Cane da guardia e da custodia
Classificazione FCI: Gruppo II - Cani di tipo Pinscher e Shnauzer, Molossoidi, Cani da montagna e Bovari svizzeri - Sezione 2a (Molossoidi, tipo mastino) - n° 73. Non sottoposti a prove di lavoro.

Aspetto generale: Cane di grande mole. La sua conformazione generale è quella di un pesante brachimorfo il cui tronco è più lungo dell'altezza al garrese.

Proporzioni importanti:
Altezza al garrese - Maschi da 65 a 75 cm.
Femmine da 60 a 68 cm.
La lunghezza del tronco è del 10% superiore all'altezza al garrese. La lunghezza totale della testa è pari ai 3/10 dell'altezza al garrese. Il rapporto cranio-muso è di 2 a 1.

Testa: Brachicefala, massiccia con cranio largo agli zigomi, la sua lunghezza totale raggiunge circa i 3/10 dell'altezza al garrese. Pelle abbondante con rughe e pliche, di cui una tipica e ben marcata che parte dall'angolo palpebrale esterno e discende sino all'angolo labiale. Gli assi longitudinali superiori del cranio e del muso sono tra loro paralleli.
Regione cranica: II cranio è largo, piatto in particolar modo fra le orecchie e leggermente convesso nella parte anteriore. Le arcate bizigomatiche sono molto pronunciate, ma con muscoli piatti. La loro larghezza è superiore alla metà della lunghezza totale della testa. I seni frontali sono molto sviluppati; la sutura metopica è marcata, l'apofisi occipitale appena accennata.
Tartufo: Sulla stessa linea della canna nasale e non deve sporgere dalla linea verticale anteriore delle labbra; deve essere voluminoso con narici grandi e ben aperte. La sua pigmentazione è in rapporto col manto: nero nei soggeti neri, scuro negli altri manti e marrone nel mantello mogano.
Muso: E' molto largo e profondo (alto), la sua lunghezza corrisponde a quella della canna nasale e sarà pari a 1/3 della lunghezza totale della testa. Le facce laterali sono tra loro parallele si da dare al muso, visto di fronte, una forma pressoché quadrata.
Labbra: Di tessuto pesante, spesso ed abbondante. Le labbra superiori, viste di fronte, determinano alla loro congiunzione una "V" rovesciata.Il profilo inferiore laterale del muso é dato dalle labbra superiori. La loro parte più bassa è la connessura labiale, con mucose visibili, poste sulla perpendicolare calata dall'angolo esterno dell'occhio.
Mascella: Forte con branche ben robuste con arcate dentarie che combaciano. La mandibola deve essere ben sviluppata lateralmente con incisivi regolarmente allineati.
Denti: Bianchi, ben sviluppati, regolarmente allineati, completi per numero. Gli incisivi della mascella superiore sfiorano con la loro faccia posteriore la faccia anteriore degli incisivi della mandibola (chiusura a forbice), o sono in opposizione fra di loro (chiusura a tenaglia).
Occhi: Situati in posizione subfrontale sono ben distanziati tra loro e con rime palpebrali tendenti al rotondo. Il bulbo oculare leggermente infossato e il colore dell'iride è in rapporto al colore del mantello.
Orecchie: Piccole in rapporto alla mole del cane, di forma triangolare, inserite al di sopra dell'arcata zigomatica. Se integre sono piatte e aderenti alla guancia; se amputate formeranno un triangolo quasi equilatero.
Collo: Superiormente è leggermente convesso. Lunghezza: E'di circa 2,8/10 dell'altezza al garrese. Forma: Troncoconica, ben muscoloso, il perimetro a metà della sua lunghezza è pari a circa 8/10 all'altezza del garrese.
Pelle: Il margine inferiore del collo è ricco di pelle lassa che forma una giogaia ben suddivisa, non abbondante, che inizia dalle branchie della mandibola e termina alla metà del collo.
Tronco: La lunghezza del tronco è superiore del 10% all'altezza del garrese. Linea superiore: La linea superiore del dorso è retta con garrese che si presenta largo, lungo, non molto elevato.
Dorso: Largo e lungo circa 1/3 dell'altezza al garrese. La regione lombare deve ben fondersi con il dorso con muscolatura ben sviluppata in larghezza.Il costato è ampio, con coste lunghe e ben cerchiate. La circonferenza del torace è di circa 1/4 superiore all'altezza del garrese.
Groppa: Larga, robusta e muscolosa. La sua inclinazione, rilevata sul coxale, rispetto all'orizzontale è di circa 30 gradi. La sua lunghezza è pari a 3/10 dell'altezza al garrese. Le anche sono salienti tanto da giungere alla linea superiore lombare.
Petto: Largo, aperto con muscoli pettorali molto sviluppati. La sua larghezza è in rapporto diretto con quella del costatu e raggiuge il 40/45% dell'altezza al garrese. II manubrio dello sterno è situato al livello della punta dell'articolazione scapolo-omerale.
Coda: Con base larga, grossa alla radice; robusta, si affusola leggermente verso I'estremità. La sua lunghezza raggiunge l'articolazione del garretto. Viene amputata a circa 2/3 della sua lunghezza. In riposo è portata pendente e a scimitarra e in azione è orizzontale o poco più alta del dorso.
Arti anteriori: Nell'insieme: l'appiombo visto di profilo e di fronte è verticale con ossatura robusta e proporzionata alla mole.
Spalle: La lunghezza è di circa 3/10 dell'altezza al garrese con un'inclinazione di 50-60 gradi sull'orizzontale. La muscolatura è ben sviluppata con muscoli lunghi e ben divisi. L'angolo dell'articolazione scapolo-omerale è di 105-115 gradi.
Braccio: La sua lunghezza è di circa 30% dell'altezza al garrese. La sua obliquità è di 55-60 gradi sull'orizzontale ed è fornito di rilevante muscolatura. Gomiti: Coperti di pelle abbondante e rilassata non sono troppo serrati alla parete del costato.
Avambraccio: La sua lunghezza è quasi uguale a quella del braccio. Si presenta in perfetta verticale con ossatura robusta e muscolatura asciutta e ben sviluppata.
Carpo: E' sulla linea verticale dell'avambraccio, ben largo, asciutto e liscio.
Metacarpo: E' piatto e segue la linea verticale dell'avambraccio. La sua inclinazione è di circa 70-75 gradi. La sua lunghezza è pari a circa 1/6 della lunghezza dell'arto fino al gomito.
Piede: Di forma rotonda e voluminosa con dita arcuate e ben unite tra loro. I cuscinetti plantari sono asciutti, duri e ben pigmentati. Le unghie forti, ricurve e pigmentate scure.
Arti posteriori: Nell'insieme devono essere potenti e robusti, in pro orzione con la mole e tali da assicurare la dovuta spinta nel movimento.
Coscia: E' lunga 1/3 dell'altezza al garrese ed è inclinata sull'orizzontale di circa 60 gradi. E' larga con muscoli grossi e salienti, ma nettamente divisi tra loro. II femore ed il coxale formano un angolo di 90 gradi.
Gamba: Con lunghezza di poco inferiore a quella della coscia è inclinata di 50-55 gradi. Ha forte ossatura e muscolatura ben evidente.
Ginocchio: L'angolo femoro-rotuleo-tibiale è di circa 110-115 gradi.
Garretto: Molto lungo in rapporto all'ossatura della gamba, la sua lunghezza è di circa 2,5/10 dell'altezza al garrese. L'articolazione tibio-tarsica forma un angolo di 140-145 gradi.
Metatarso: Robusto e asciutto la sua forma è quasi cilindrica. La sua lunghezza è di circa 1/4 dell'altezza al garrese e la sua posizione è in perfetto appiombo. Eventuali speroni vanno amputati.
Piede: Più piccolo dell'anteriore, rotondo con dita serrate. Cuscinetti plantari asciutti, duri e pigmentati. Unghie forti, ricurve e pigmentate scure.
Andatura: E' uno dei caratteri tipici della razza. Al passo è dinoccolata, lenta e da orso. Nel trotto ha una forte spinta del posteriore ed un buon allungo dell'anteriore. Raramente galoppa. Andatura preferita: passo e trotto. L'ambio è tollerato.
Pelle: Spessa, abbondante e lassa in tutto il corpo, particolarmente alla testa dove forma numerose pliche o rughe e al margine inferiore del collo dove forma giogaia.
Mantello: Pelo: Vitreo, denso; uguale di lunghezza, uniformemente liscio, fine e di lunghezza massima di cm. 1,5. Non deve presentare alcun accenno di frangia.
Colore: I colori preferiti sono: grigio, piombo e nero, talvolta con piccole macchie bianche al petto e alle punte delle dita, nonchè il mogano, il fulvo e il fulvo cervo. Tutti i mantelli possono essere tigrati. Sono tollerati il nocciola, il tortora e l'isabella.
Taglia e peso: Altezza al garrese: Maschi da cm.65 a cm.75. Femmine da cm.60 a cm.68. Tolleranza ammessa cm.2 in più o in meno. Peso: Maschi da 60 a 70 kg. Femmine da 50 a 60 kg. I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.

Difetti: Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità ed alla sua diffusione. Difetti eliminatori dal giudizio: Prognatismo pronunciato; coda portata a tromba, altezze superiori o inferiori ai limiti tollerati.

Difetti da squalifica: Enognatismo, convergenza e diverenza accentuate degli assi cranio facciali, canna nasale concava o convessa o molto montonina, depigmentazione totale del tartufo, occhio gazzuolo, depigmentazione totale delle due rime palpebrali, strabismo bilaterale, mancanza di rughe, pliche e giogaia, monorchidismo, criptorchidismo, anurismo, brachiurismo congenito o artificiale, macchie bianche molto estese, macchie bianche alla testa.

Carattere e comportamento

Trovarmi a parlare del carattere del Mastino Napoletano, è un'impresa non semplice, perchè ognuno ha le sue particolarità, i suoi modi, i suoi sguardi. Ma tutti pieni di Amore Vero, dedizione, completa fiducia nel suo compagno umano. E' un cane, direi piuttosto è IL cane, che per il compagno sarebbe disposto a qualunque cosa, è un cane che ha bisogno del perenne contatto fisico, che non ti lascia solo neanche per un istante, e la sua presenza, così forte, rassicurante e sempre attenta, diventa così costante, da obbligarti a non poterne fare a meno, mai. Per questo, a dispetto di quanto si pensi comunemente, dovrebbe vivere in casa o comunque vicino al padrone, dove saprà non farsi sentire, perchè a lui basta tenere sempre d'occhio il compagno e se ne starò buono sulla brandina, a sonnecchiare con un occhio sempre aperto verso l'amato. Se il rapporto impostato, sarà di fiducia e rispetto reciproco (il Mastino Napoletano non obbedisce per paura o sottomissione, ma per collaborazione) non ci sarà bisogno di nessun addestramento, perchè lui sa già esattamente cosa rende felice il suo compagno. La sua educazione, se vista in questi termini, non comporta difficoltà, già da piccolo non si allontana, non si fa ripetere il richiamo, è ben disposto verso gli altri animali e impara in fretta dove deve sporcare, dormire e giocare. E sin da cucciolo, sorprendente è la sua capacità di guardiano. Da subito si mostra diffidente verso gli estranei (per quanto possa esserlo un cucciolo, ovviamente) ed è attento al minimo rumore sospetto. Quando sarà adulto poi non lascerà a nessun intruso la possibilità di varcare la soglia di casa, se non accompagnato dal suo padrone. Capisce al volo quando è il momento di intervenire e sebbene sia difficile far perdere la pazienza ad un mastino napoletano, quando l'ha persa davvero, il suo attacco è fulmineo e senza pari. A tal proposito mi torna in mente un episodio... Una persona abituale frequentatrice di casa nostra, che conosce i nostri cani praticamente da quando sono piccoli, un giorno è passato a trovarci. Quindi, molto tranquillamente ho aperto il cancello senza andare ad accoglierlo personalmente. La mia Giuditta (dolcissima mastina sfortunata) che sonnecchiava in giardino, appena ha visto entrare l'amico, è saltata su aggredendo il cancello, richiuso immediatamente dall'ospite. Siamo subito usciti, stupidi del comportamento, ma senza sgridarla. Abbiamo riaperto all'ospite e la piccola comprendendo che entrava con i 'padroni' e riconosciuto l'amico, ha scondinzolato felice della visita. Unica nota dolente è la bava, alla quale se davvero apprezzerete questo cane, vi abituerete in fretta, armati di asciugamani sempre 'in tasca'. Non vi diro’ che non e’ vero che sbava, perche’ direi una grande bugia, pero’ non immaginatevi un cane sempre gocciolante, perche’ di solito e’ quando guarda qualcuno mangiare, quando beve o mangia lui stesso che sbava. Altrimenti si puo’ definire un cane "quasi" normale. Se l’avrete cresciuto bene e mantenuto in salute, potra’ arrivare a vivere anche 12 anni, che per il Mastino Napoletano sono un’eternita’. Se non particolarmente curato, di rado supera i 6/8 anni. Detto questo, vi aspetta un periodo, insieme al vostro Mastino Napoletano, indimenticabile....un amore fatto di sguardi e di pelle....e di simbiosi...

ALIMENTAZIONE E SALUTE

Per il cucciolo, come per l'adulto, una variazione improvvisa, correlata al cambiamento di ambiente, può provocare sgradevoli influenze sul suo stato di salute generale, quindi il primo giorno è meglio somministrargli solo il cibo che vi ha sicuramente fornito l'allevatore, dal giorno seguente potrete iniziare ad integrare il mangime a cui è abituato con una piccola manciata di quello con cui intendete crescerlo. La totale sostituzione dell'alimentazione deve essere graduale e deve avvenire nell'arco di una settimana. Meglio ancora se accompagnata dai fermenti lattici. L'ideale per un molossoide in crescita è un'alimentazione secca di alta qualità, specifica per l'età e la taglia. L'alimento secco, oltre che essere più comodo ed economico (si parla pero' di mangimi superpremium delle marche migliori), è utile sia per la pulizia dei denti sia per l'equilibrato apporto di vitamine, calcio e fosforo. Il mastino ha una crescita lenta che può durare fino ai tre anni e un'ossatura che, nonostante appaia sproporzionata, è molto delicata. Un errore di alimentazione, come l'eccessivo movimento, può pregiudicare tutta la crescita con relativi problemi ossei quali le displasie, il mancinismo, la debolezza dei metacarpi ecc., nonche' lo stato di salute generale e la lucentezza del pelo. Il cucciolo, inoltre, è bene che venga tenuto sempre in linea, perche il peso può anch'esso influire sulla struttura ossea, solitamente per stabilire ad occhio se il cucciolo è del peso ideale ci si basa sul fatto che le costole non devono essere visibili, ma se toccate non devono essere difficili da identificare *non ricoperte di grasso quindi :o)* Se l'alimento è completo e di ottima qualità, sarà bene non aggiungere altre integrazioni (calcio, vitamine, sali minerali) se non un condroprotettivo (Condrogen, Artrovet), facilmente reperibile in farmacia o nei negozi specializzati. Ultimamente alcune ditte di mangimistica, hanno già aggiunto un'integrazione condroprotettiva (protettiva delle cartilagini di accrescimento, che si chiudono intorno ai 6 mesi) o altre ditte, hanno curato un mangime apposito per molossoidi. Per tenere sotto controllo crescita e problemi ossei, affidatevi ad un veterinario specialista non solo di ortopedia, ma anche di grandi taglie. Nel caso vi vengano prospetati interventi per la displasia (ma vale anche per qualsiasi altra diagnosi), se il veterinario non e' di vostra fiducia, sentite sempre piu' di un parere. Il cucciolo oltre che non fare eccessivo movimento (salti, scale, giochi troppo irruenti), sarebbe bene che praticasse il nuoto, che pur non gravando sulla struttura ossea, permette ai muscoli di prendere tonicità, perchè nei cani con problemi ossei, è il muscolo che tiene in sede quanto più possibile, le ossa. Inoltre lasciate che il vosto cucciolo prenda il sole, perché i raggi ultravioletti attivano la vit. D, che tra le altre cose funge da stimolatore naturale di assimilazione del calcio. Solitamente i pasti del cucciolo sono suddivisi in base all'età secondo questo schema: 1-3 mesi --------> 4 pasti al giorno 4-7 mesi --------> 3 pasti al giorno dagli 8 mesi -----> 2 pasti al giorno Preoccupandosi di rialzare la ciotola da terra per non far assumere al piccolo posture degli anteriori che secondo alcuni potrebbero influire sugli appiombi. Per cani con problemi di allergie, sul mercato sono stati prodotti mangimi appositi a base di agnello e riso o pesce e tacchino. Solitamente con la somministrazione di questo tipo di mangime (pare infatti che il pollo sia frequentemente causa di allergie), se il problema non è troppo grave, tende solitamente a sparire.

TORSIONE DI STOMACO

Importantissimo nell'adulto, è dividere la razione quotidiana in due pasti, poichè il mastino napoletano, come tutti i molossoidi di taglia gigante, è soggetto a torsione di stomaco, evento le cui cause non sono ancora ben chiare. Si presuppone che i muscoli che tengono saldo lo stomaco, quando il cane mangia troppo e troppo in fretta, col tempo si rilassino, perdendo tonicità. Quando questo accade, unitamente al fatto che la milza è molto grande e pesante, lo stomaco è portato a girare sul suo asse, non permettendo più al cibo di venire digerito o espulso, a questo punto la pancia si gonfia sopropositatamente, diviene molto dura, con la pelle tesa e il cane cerca, spesso invano, di vomitare. In questi casi la tempestività è d'obbligo, quanto più si è veloci nel permettere ad un veterinario di intervenire, tanto più aumentano le possibilità che l'intervento abbia buon esito, salvo complicazioni postoperatorie che purtroppo non sono così rare. La prevenzione mai quanto in questo caso, è la migliore delle cure. Quindi, oltre che avere la suddivisione della razione in due pasti, dopo mangiato, il cane deve stare tranquillo, non abbaiare, correre, giocare o saltare (far fare cioè movimenti bruschi allo stomaco). Esiste qualche intervento preventivo, che di solito però viene sconsigliato per via dell'anestesia, di norma questi interventi vengono operati sul cane nel momento in cui si è finito di riposizionare lo stomaco dopo la torsione o comunque durante un intervento più importante. Si tratta dell'asportazione della milza o della gastropessi. L'ultima consiste nel legamento di una parte della parete dello stomaco ad una costola. Chiedere comunque al veterinario il parere su questi tipi di interventi. Un'utile scheda su questo temibilissimo problema e' stata curata dalla Dott.ssa Quaranta per il sito Basset Hound Italia. E altre informazioni potete trovarle oltre che suhttp://www.millenniumdogs.net.

GHIANDOLA DI HARDER

Un problema che ha spesso il Mastino Napoletano, legato alla lassità dei legamenti, è la fuoriuscita della Ghiandola Di Harder (altrimenti detta: cherry eyes, ghiandola della terza palpebra, ciliegia). La Ghiandola Di Harder è una delle ghiandole lacrimali che l'occhio utilizza come umettante. Questa viene trattenuta all'interno da un piccolo legamento che, nei cani a pelle lassa, a volte si spezza lasciando fuoriuscire la ghiandola. Con gli agenti esterni questa si infiamma, gonfiandosi. Se succedesse al vostro piccolo mastino, ve ne accorgerete semplicemente perché vedrete una "pallina" rossa uscire dall'angolo interno dell'occhio. Esistono due metodi chirurgici per risolvere il problema : l'asportazione o il riposizionamento. Con l'asportazione il veterinario, in anestesia generale o locale (a sua scelta), asporterà integralmente la ghiandola. Con il riposizionamento il veterinario costruirà una tasca all'interno dell'occhio e riposizionerà (se è troppo gonfia, riducendola) la ghiandola. Ho visto molti riposizionamenti (non parliamo poi dei riposizionamenti manuali) fuoriuscire spesso e volentieri, quindi direi che non è il caso di sottoporre il cane a numerose anestesie, quando è possibile eliminare il problema una volta per tutte con una semplice anestesia locale. Sottolineo che chi è a favore del riposizionamento ha le sue buone ragioni, perché viene comunque asportata una ghiandola lacrimale e in caso di mancato funzionamento delle altre, l'occhio avrà problemi di secchezza. Ma francamente è più facile che fuoriesca la ghiandola dalla tasca, piuttosto che *tutte* le altre smettano di funzionare contemporaneamente. Per quella che è la mia esperienza, il gioco non vale la candela.

LEISHMANIOSI

Porgete molta attenzione alla Leishmaniosi, una malattia talora mortale (con sintomatologia differente da caso a caso, quindi difficile da diagnosticare senza esami specifici) che si sta velocemente diffondendo e per la quale non esiste una cura definitiva. Al momento l'unico mezzo contro di essa è la prevenzione, evitando di far uscire il cane nelle ore serali, in luoghi di mare, proteggendolo con dello spray anti zanzare o con lo Scalibor. Potete trovare un sito molto interessante ed esauriente sulla LEISHMANIOSI a questo indirizzo internet : http://www.leishmania.org

ACARI

Gli acari sono microscopici aracnidi, che sono sempre presenti sul pelo degli animali (come sulle coperte, sui materassi e ovunque possa posarsi la polvere): in particolari condizioni possono dare problemi più o meno seri. Per esempio nell'orecchio possono dare forme parassitarie di otiti, curabili con prodotti appositi (quindi non le normali gocce per le orecchie, ma gocce appositamente formulate). L'otite da acaro dà un odore sgradevole, molto pungente e facilmente riconoscibile. Sarà comunque cura del vostro veterinario consigliarvi in merito. Un'altra malattia portata dagli acari è la rogna demodettica, altrimenti detta "rogna rossa". Al contrario di quanto faccia pensare il termine rogna, la demodettica non è assolutamente trasmissibile all'uomo o ad altri animali, perché di origine genetica e/o immunitaria. Quando il cane ha cali immunitari per situazioni di stress emotivo, psicologico o fisico, oppure se ne è geneticamente predisposto, può essere più soggetto agli attacchi degli acari (che qualsiasi cane ha sul corpo): quindi inizia a perdere il pelo, spesso vicino alle parti più umide del corpo (occhi, naso, labbra e fra le dita). Alcuni veterinari sostengono che se non viene curato in tempo la situazione può degenerare fino a conclusione infausta, altri completamente al contrario sostengono che anche se non curata, tende a guarire spontaneamente. La rogna rossa èabbastanza comune tra le razze molossoidi ed è difficile che colpisca un cane adulto: sono più soggetti i cuccioli. Una forma di prevenzione consiste in bombolette spray acaricide facilmente reperibili in farmacia, da spruzzare nei luoghi frequentati dal cane. Può essere utile anche in caso da allergia agli acari negli umani.

PARASSITI INTERNI

Ce ne sono di diversi tipi: piatti (tenia), tondi (ascaridi, diffusissimi nei cuccioli), uncinati, protozoi (coccidi) che si installano ai bordi dello stomaco. Il mastino napoletano infestato da vermi, soprattutto i coccidi, spesso ha una crescita rallentata e la pelle da l'idea di essere "tirata". Gli ascaridi sono facilmente riconoscibili perché nelle feci potreste trovare dei fili tipo spaghetto, vivi, immobili o arrotolati. La tenia da il classico "chicco di riso", che non è altro che parte della tenia stessa che viene espulsa (proglottidi). Tutti questi parassiti interni possono essere visti al microscopio da un esame delle feci (è sempre consigliabile quello "per arricchimento", perché con l'esame a fresco si vedono solo in caso in infestazioni massive). Moltissimi cuccioli sono infestati da ascaridi, perché ne è veicolo il latte materno: gli ormoni della gravidanza infatti stimolano il "risveglio" delle larve che nell'adulto restano solitamente sopite. Il veterinario, dopo un esame delle feci, saprà eventualmente consigliarvi il vermifugo più adatto, specifico per il tipo di parassita che è stato riscontrato. Alcuni farmaci per la prevenzione della filaria costituiscono anche una leggera prevenzione.



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Notizia stampata il 28 Apr 2017 su www.animalinelmondo.com il portale al servizio degli animali