
Il
saluki (o levriero persiano o gazelle hound) è una razza che fa parte
del 10° gruppo, cioè quello dei levrieri. In realtà credo che
all’interno di questo variegato gruppo si possa distinguere un
sottoinsieme di razze che comprende anche i saluki: quello dei levrieri
orientali.
Quest’ultima non è una distinzione ufficiale ma ha varie
ragioni: la prima è che tutte le razze che ne fanno parte hanno in
comune molte caratteristiche comportamentali e la seconda è che i
levrieri orientali sembrano avere un capostipite comune.
Le loro
origini si perdono nella notte dei tempi e le prime tracce risalgono
addirittura agli antichi egizi come è ampiamente documentato da
numerosi affreschi (che potete trovare anche al Museo Egizio di
Torino). La prima traccia di “saluki” risale al mondo arabo e il
termine deriva dalla città di Saluk (o Saluq) nel deserto dell’Arabia
Saudita ai tempi dei primi musulmani. Essi avevano una grande
considerazione di questo animale tanto da considerarlo il dono di Allah
e da permettergli di riposare sul tappeto sacro dello sceicco, di
essere allattato al seno delle donne e di mangiare dallo stesso piatto
del padrone. Questo pone i saluki fra le razze più antiche del mondo e
fra le pochissime che hanno superato praticamente inalterate la
selezione (a volte dissennata) dei moderni allevamenti. Come tutti i
cani “antichi” questa è una razza da caccia e, in particolare, il
saluki caccia gazzelle (come ricorda il nome inglese) e lepri o, in
generale, tutto ciò che corre.
Nell’ ‘800 è stato importato in
Europa dagli inglesi i quali hanno iniziato a selezionare una razza
lievemente diversa, un po’ più pelosa ed appariscente; per fortuna però
anche in Europa ha resistito una linea pura che assomiglia ai saluki
antichi e a quelli che ancora oggi si possono trovare al fianco dei
beduini.
Il
carattere del saluki risente notevolmente delle sue origini storiche e
geografiche. Come ho già detto, questo cane ha origini antichissime e
proviene dalla Persia e questo rende ragione del suo essere misterioso,
schivo ed indipendente.
In realtà chi si trova davanti a un levriero
persiano non ha di fronte un cane, o meglio, non ha di fronte ciò che
la nostra cultura ci ha insegnato corrispondere al cane. Il saluki non
farà mai le feste ad uno sconosciuto non per timore (il saluki è un
cane fiero e coraggioso) ma perché questo animale non vende facilmente
il suo cuore; ottenere il suo amore e la sua considerazione è una vera
e propria conquista! Si può dire che più che essere noi a scegliere il
saluki, è lui a scegliere noi dopo una lunga e ponderata decisione.
Un’altra
peculiarità della razza è che, se si vuole ottenere obbedienza, bisogna
impostare il rapporto col cane quasi pariteticamente e,anche in questo
caso, non si avrà mai un’obbedienza pronta cieca ed assoluta. La
selezione degli allevatori, ad esempio, non è riuscita per nulla ad
estirpare l’istinto di caccia e di rincorsa della preda di questi cani
che non si fermeranno per alcun motivo davanti ad una lepre o una
gazzella in fuga.
Col padrone il saluki è estremamente delicato, dolce ed affettuoso, di temperamento forte ma equilibrato.
L’eleganza, la fierezza e la leggiadria del saluki sono indiscutibili, soprattutto se lo si vede stagliarsi su una duna con lo sguardo sognante che scruta l’orizzonte. La sua struttura e agile e snella, ma dietro un’apparente esilità nasconde una forza ed una resistenza inaspettate: il saluki è costruito per inseguire una gazzella anche per parecchi chilometri sul difficile terreno sabbioso e pietroso del deserto della Persia e dell’Arabia. È un cane che risparmia le sue energie fino al momento in cui non vede una preda diventando in un istante un fascio di muscoli. Sempre a causa delle sue origini e del suo habitat naturale deve saper resistere alle temperature molto elevate del giorno e a quelle rigide della notte.
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