Come affermavamo precedentemente, la morfologia è strettamente legata alla funzione per cui, esaminando le capacità di questa razza, dobbiamo affermare che il Podenco Andaluso è eccezionalmente dotato per la caccia, realizzando perfettamente tutti i tipi di impiego, tanto nella caccia maggiore che nella caccia minore.
All’interno della caccia minore è eccellente in quella sul pelo, risultando insostituibile nella caccia del coniglio dove mette alla prova tutte le sue qualità. Una volta localizzata la preda con un grande olfatto, la insegue aiutato dalla vista e dall’udito e spesso arriva a raggiungerla nella corsa riportandola al suo proprietario. Questo compito, molto caratteristico della taglia media e piccola di questa razza, può essere realizzato con un solo esemplare, in coppia o in gruppo, formando una muta. E’ senza dubbio la caccia del coniglio dove il Podenco Andaluso è un vero specialista, non essendo superato da nessun altra razza, grazie al suo particolare modo di cacciare dove un gruppo di cani batte il monte e, quando uno di essi scova la preda, gli altri agiscono molto “affiatati” (sapendo istintivamente ciascuno la propria funzione) circondando la macchia, i rovi o le pietraie per tagliare così la strada al coniglio, chiudere l’uscita naturale e/o via di fuga (evitando la possibile fuga) e mettendo la preda a tiro del cacciatore.
In questi casi possiamo differenziare distinte e voci o latrati che il Podenco Andaluso emette in relazione a una funzione o situazione durante la caccia.. Così possiamo distinguere il “ululato di chiamata” o “llamada de morada” che emette quando ha individuato il coniglio rintanato nel sua tana. Dall’altra parte quando la preda è stata individuata è caratteristico il “latrato” propriamente detto (latrato corto, buono e molto continuo). Infine il coniglio scompare dalla vista del Podenco Andaluso e la voce diviene diversa, un latrato ( “ladra”), è il “relatido” o “rallado” (latrati gravi e più lenti), voce propria dell’inseguimento sulla traccia della preda.
Si distingue anche nella caccia ai volatili, essendo principalmente usato nella caccia alla pernice e per la quaglia, dove in numerose occasioni fa una figura perfetta, come se si trattasse del migliore cane da riporto. Analogamente si utilizza nelle poste per il recupero del tordo, la tortora e il colombo. Si dimostra come un eccellente ausiliare perché realizza sempre un recupero perfetto, insuperabile, indipendentemente dal terreno dove se trova. Inoltre può essere utilizzato come cane da riporto di tutti i tipi di anatra nell’acqua, sia nelle paludi che negli acquitrini come nei fiumi.
(Quitaor: Il cane che sottrae la preda agli altri cani che l’ hanno catturata e la riporta al padrone)
Un’altra utilità che presenta nella caccia minore è quella del “Quitaor”, sia nelle poste oppure accompagnando gli inseguimenti dei levrieri nella caccia della lepre. Questa funzione è svolta normalmente da un Podenco di Taglia Grande, ma senza scartare né la Taglia Media, né quella Piccola, giacché questo compito è richiesto al cane più forte, al più rispettato tra loro, al capo del gruppo e, se la muta è composta soltanto da esemplari della Taglia Media o Piccola, uno di loro si distingue sempre per questa funzione. Quando parliamo di caccia alla lepre con i levrieri spagnoli, l’unico “Quitaor” possibile è il Podenco Andaluso di Taglia Grande, perché un cane di tale portamento è quello che può imporsi ai levrieri spagnoli. Normalmente le prede sono rincorse da quattro o cinque Galgo ed è totalmente imprescindibile la presenza di uno di questi Podencos per evitare che i Galgo rechino danno alla preda, la sbranino e la divorino. In molte occasioni, il Quitaor con il solo ringhiare ai suoi compagni a lunga distanza ottiene che questi la abbandonino nelle sue mani. In caso contrario il Podenco Andaluso tenderà ad imporre il suo dominio, mostrando le sue armi, altresì affermandosi nello scontro.
Dall’altro lato, se approfondiamo la descrizione di questo lavoro, affermeremo che principalmente si incaricano di localizzare le prede, farle uscire dalla tana e procedere al loro inseguimento. Immediatamente si sciolgono i Galgo che corrono dietro la lepre fino a prenderla. Normalmente una corsa di Galgo si può allontanare vari chilometri, perdendosi alla vista dei galgueros, e ancora una volta l’aiuto del “Quitaor” è inestimabile. Se la lepre però scappa e si rifugia in qualche anfratto naturale, denominato in spagnolo “perdeero” o “encerraero” (covo, tana), il Podenco entra di nuovo in azione girando a scovare la preda per metterla a disposizione dei Galgo. Questa azione si ripete mille volte finché i Galgo catturano la lepre. In quel momento il Quitaor la prende e la consegna al suo padrone.
Di questo cane si afferma che è “di vento alto e che va diritto alle prede”, però se nel terreno dove noi ci troviamo esiste molta cacciagione, non ha tempo per scovare e seguire le prede, così si dedica esclusivamente a scovarle e a prenderle al resto dei compagni per poi consegnarle al suo proprietario.
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