Il Podenco Andaluso è una razza millenaria che è arrivata fino ai nostri giorni dopo aver lottato per la sopravvivenza faccia a faccia con molti altri, che ha prevalso e che ha predominato su tutti i tipi di mode e culture, non si può affermare che sia una razza in pericolo di esistenza.. Almeno nel futuro immediato, nei prossimi anni, dove tutti gli indizi suggeriscono una crescita esponenziale della sua popolazione poiché attualmente esistono molti cacciatori che richiedono questo tipo di cane che si impone, sia nella caccia maggiore che minore..
Dal punto di vista generale il Podenco Andaluso conta una popolazione sufficientemente importante, con tante linee di sangue definite che difficilmente si provocheranno problemi nella popolazione se si segue una direzione zootecnica ragionevole. La razza verrà insidiata unicamente da due problemi. Il primo di questi sarà l’aumento futuro della consanguineità media della popolazione nel caso che sia chiuso il registro ausiliare del libro genealogico, o porta di entrata del rinfrescamento del sangue nella razza dei cani che annoverano una genealogia conosciuta, e che gli allevatori attuali si riversino sull’allevamento endogamico (accoppiamento sistematico tra cani parenti) per seguire loro linee di sangue, con il conseguente pericolo di comparsa di caratteri deleteri nella popolazione per l’espressione di geni recessivi e/o con le conseguenze della depressione endogamica con perdita di vigore ibrido, riduzione della grandezza delle cucciolate, etc. D’altra parte, il secondo problema zootecnico sarà la separazione della dualità morfologico funzionale nella razza, vale a dire, la separazione degli animali in una linea di bellezza e altre linee di lavoro, problemi con i quali ci imbattiamo nelle razze canine collocate nella cultura cinofila delle gare e delle esposizioni di bellezza. In questo momento comincerebbe a degenerarsi la razza stessa come è successo con molte razze straniere. Sinceramente crediamo che il Podenco Andaluso sia lontano da questa dinamica poiché nella idiosincrasia del cacciatore non c’è spazio di esistenza per un esemplare “bello” senza funzionalità in campo, giacché fino ad oggi tutti i cani che non sono adatti alla caccia non solo non hanno procreato, ma sono stati eliminati.
Dall’altro lato, anche se, come abbiamo visto prima, la razza in quanto tale non è in pericolo attualmente, non è detto che così non accada in alcune varietà che potrebbero trovarsi in una situazione critica nei prossimi anni. Ciò avviene perché esistono determinate varietà (combinazione di taglia e di pelo) che cominciano a scarseggiare attualmente a causa della maggiore diffusione di altre che risultano essere molto competitive, oppure per i cambiamenti nelle diverse arti che hanno fatto scomparire o ridurre drasticamente alcuni tipi. Così abbiamo il caso dei cani di taglia grande e pelo raso, frequenti da pochi anni, nelle funzioni di quitaores o “perros quitaones” che hanno visto ridurre la loro popolazione allo sparire in concreto della caccia della lepre, giacché modernamente non si accompagnano ai levrieri spagnoli. Similmente accadrà con il pelo duro di taglia media e di taglia piccola che si sono visti relegati in secondo piano dalla brutale espansione delle varietà di pelo raso o fine, in modo tale che sul campo appaiono in minor quantità quelli a pelo duro. Infine, speciale attenzione meritano i pelo lungo che sebbene siano stati da sempre i più rari, ora sono tanto infrequenti che la loro presenza è quasi aneddotica , perciò devono essere le varietà prioritarie nei piani di conservazione.
Traduzione di Susanna Hollesch
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