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Akita Inu

Akita Inu

CLASSIFICAZIONE F.C.I.
Gruppo 5:
Cani Spitz e di tipo primitivo Sez. 5 Spitz asiatici e razze affini

L’Akita Inu ha origine in Giappone, più precisamente nella Prefettura di Akita, dove questo cane è definito "tesoro naturale del Giappone". Viene descritto dai giapponesi, nella loro maniera "filosofica" di descriver le cose, “prodezza naturale” per la sua caratteristica caratteriale principale: LA FIEREZZA, caratteristica che non deve assolutamente in un buon esemplare: il cane prode sta in piedi tranquillamente tenendo la testa alta e volge intorno a sé lo sguardo per mostrarsi in tutta la sua maestosità. Secondo la tradizione giapponese tale caratteristica viene definita: "In silenzio, tranquillo come la foresta, in azione è come un lampo".

CENNI STORICI SULL'AKITA INU

Originariamente, tutte le razze canine giapponesi erano di taglia piccola o media e non esisteva nessuna razza di grande mole. Scavi archeologici effettuati nell’Isola portarono alla luce scheletri e graffiti quasi completi di cani molto simili all’Akita con date a risalire al 3000 a.C. Tra quelli che sembrano essere stati i suoi antenati più importanti vi è il Matagi inu che viveva nell’ VIII secolo tra le montagne di Odate e veniva utilizzato soprattutto per la caccia all’orso e al cinghiale. La storia più recente risale all’era Edo(1616-1868), periodo in cui vennero scoperte ad Odate molte miniere d’oro e l’Akita da cacciatore dovette trasformarsi in guardiano vigile e sicuro. Nelle epoche a seguire molte furono le sue mansioni, divenne il cane della nobiltà, e ad alcuni soggetti venivano riservati appartamenti privati con domestici al loro servizio. Inoltre alla razza venne attribuito il privilegio di partecipare alle cerimonie religiose e di presenziare alle manifestazioni ufficiali. Divenne simbolo riconosciuto di fortuna e salute. Con il diffondersi dei combattimenti tra cani,verso la fine del 1800, il coraggio dell’Akita venne incrociato con la forza di cani più imponenti, molossoidi provenienti dall’occidente,quali Tosa e Mastini, Conseguentemente la taglia di questa razza aumentò e le caratteristiche associate con il tipo spitz furono perse. In seguito un epidemia di rabbia decimo gran parte di esemplari. Nel 1908 il combattimento dei cani fu proibito,tuttavia questa razza fu preservata e migliorata come razza giapponese di taglia grande. Nel 1920 quando decisero di curarsi nuovamente della razza, una commissione esamino i soggetti rimasti, ma non vi trovò la purezza cercata. Iniziò allora la sua cura e il suo recupero, nel 1931 il governo Giapponese incluse l’Akita ed altri cani autoctoni tra i tesori nazionali e il suo nome diventò ufficiale e definitivo. Durante la Seconda Guerra Mondiale(1939-1945) era uso comune utilizzare i cani come fonte di cibo e di pelliccia per l’abbigliamento militare .La polizia ordinò la confisca e la cattura di tutti i cani eccetto i pastori tedeschi che venivano utilizzati per scopi militari. Alcuni appassionati cercarono di contravvenire all'ordine incrociando i loro cani con i pastori tedeschi oppure attentamente nascosti dai loro proprietari nelle campagne.

Quando la Seconda Guerra Mondiale finì, gli Akita erano stati drasticamente ridotti di numero ed esistevano in tre distinti tipi:

- Akita Matagi
- Akita da combattimento
- Akita da pastore.
Questo creò una situazione molto confusa per la razza.Akita Matagi

Nella prima manifestazione cinofila del dopo guerra nell’aprile del 1948 all’Akita show parteciparono alcuni dei soggetti sopravvissuti, si erano create due linee definite una pura (Ichinoseki) e l’altra nata dai meticciamenti ( Dewa). Durante il processo di restaurazione della razza pura, Kongo-go,un cane della linea dewa,le cui caratteristiche mostravano l’influenza del Mastiff e del Pastore Tedesco,ebbe un periodo breve,ma enorme,di popolarità. Tuttavia sensibili ed appassionati eruditi non approvavano questo tipo come vera e propria razza giapponese così si sforzarono di eliminare il sangue di razze estranee facendo incroci con gli Akita Matagi con lo scopo di ristabilire la razza pura originaria. Alcuni soggetti furono importati dai soldati americani definendo così l’allevamento negli Stati Uniti della razza oggi riconosciuta di recente nei paesi della FCI come Akita Americano. Mentre in Giappone, iniziò l’accurato recupero della razza ritenuta pura sino ai giorni nostri.

CARATTERI GENERALI DELL'AKITA
Cane di grande mole e di forte costituzione,ben proporzionato,con ossatura robusta. Caratteristiche sessuali secondarie nettamente marcate. Grande nobiltà e dignità unite ad una grande semplicità.

PROPORZIONI IMPORTANTI
La visione laterale della normale posizione naturale dell’Akita mostra linee ed angoli di ogni parte che sono in armonia fra loro e sono corretti. Questa posizione mostra correttamente gli angoli della testa e del collo,la linea dorsale,la giusta posizione delle zampe e l’attaccatura della coda ben arricciata. Il rapporto fra l’altezza al garrese e la lunghezza del corpo(dall’estremità della spalla all’estremità della natica) è di 10 a 11,ma le femmine hanno un corpo leggermente più lungo rispetto ai maschi. I piedi devono essere ancorati su linee parallele le une con le altre in entrambi le direzioni,sia dal punto di vista frontale che laterale. Nella visione frontale del cane le proporzioni,la forma e la struttura della testa,del collo,del petto,dei gomiti,delle zampe anteriori e dei piedi appaiono fondamentali. Gli aspetti da tenere in considerazione sono l’armonia e l’equilibrio tra il collo spesso e muscoloso,la testa ben costruita,il petto ben sviluppato e le forti zampe che sostengono il tutto. Le articolazioni dei gomiti devono avere un’attaccatura corretta e i piedi anteriori devono essere rotondi,con polpastrelli spessi e solida ossatura. La distanza tra le zampe anteriori deve essere giusta.,se è troppo grande o troppo stretta la configurazione complessiva del corpo risulterà poco solida. Le gambe corte, con ossatura troppo pesante o troppo leggera o i piedi piatti indicano mancanza di forza. Visti da dietro,sono importanti la distanza tra i piedi posteriori e la struttura delle zampe posteriori in relazione all’ampiezza del quarto posteriore. I muscoli degli arti posteriori devono essere molto tonici in modo che mostrino salute e vigore. Le zampe posteriori, viste da dietro devono essere dritte con i garretti rivolti né all’interno(garretti vaccini) né all’esterno(a mazza da hockey). Zampe posteriori dritte ma troppo ravvicinate non sono
desiderabili. Garretti vaccini,zampe a mazza e zampe troppo vicine sono tutte caratteristiche che indicano debolezza.

COMPORTAMENTO E CARATTERE

Calmo, fedele, docile e ricettivo.

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Notizia stampata il 22 Sep 2017 su www.animalinelmondo.com il portale al servizio degli animali