TESTUDO HERMANNI
La tartaruga Testudo Hermanni è la specie più comune di tutte le
tartarughe del Mediterraneo, nonché l'unica vera Tartaruga Terrestre
italiana. Vive prevalentemente al nordest della Spagna, al sud della
Francia, al nordest dell'Italia e su alcune isole del Mediterraneo. E'
un animale abbastanza robusto e può adattarsi in ambienti umidi o
secchi, l'importante che siano caldi. E' docile, simpatica, non ha
bisogno di cure particolarmente impegnative o costose. Non meraviglia
quindi che per molti anni la tartaruga è stata considerata come una
specie ideale di animale domestico. Le Testudo Hermanni hanno il
carapace con macchie nere che vanno al giallo anche se la brillantezza
e lucentezza del giallo può affievolirsi con l'età, verso una
colorazione più grigia e striata. Si trovano in natura in una vasta
varietà di habitat come boschi, boscaglia, pascoli e fattorie.
La Testudo Hermanni è stata suddivisa in due sottospecie: la Testudo
Hermanni Hermanni (sottospecie occidentale) e la Testudo Hermanni
Boettgeri (sottospecie orientale) le cui differenze verranno trattate
nella sezione anatomia.
Durante l'ultimo secolo migliaia di queste tartarughe vennero strappate
dal loro habitat dell'Europa sudorientale ed esportate nell'Europa
nordoccidentale per fini commerciali. Questa popolarità sfortunatamente
ha portato uno spopolamento dell'habitat perché gli esemplari venivano
presi in libertà e non da allevamenti o in cattività e la sopravvivenza
della specie non veniva tutelata in alcun modo. La maggior parte degli
esemplari catturati morì in breve tempo non adattandosi al clima freddo
e umido. A riparazione di questo scempio dieci anni fa la CEE
introdusse specifiche leggi con il divieto di commercializzare questi
animali non solo per tentare di risolvere il sopradetto problema ma
anche per cercare di ripopolare alcune aree originali dove la Testudo
Hermanni è quasi estinta.
Abitudini e vita
Le TH conducono uno stile di vita molto attivo (malgrado l’apparenza o
i luoghi comuni) quindi dobbiamo garantire loro un’area ampia e
variegata dove possono essere libere di correre, nutrirsi, cacciare,
scavare, arrampicarsi, prendere il sole, nascondersi e avere sempre a
disposizione acqua potabile. Amano vagabondare ed esplorare e se gli è
consentito tentano di uscire dal territorio in cui sono ospitate. Se
tenete le vostre tarte in un giardino assicuratevi che la superficie a
disposizione sia almeno di 10 mq. per esemplare, circondata da un
recinto “inarrampicabile” alto circa 40 cm. e interrato circa 10 cm.
sarebbe l’ideale se il vostro giardino fosse provvisto di vegetazione
tipica della macchia mediterranea dove, per rendere più vario
l’ambiente, potete mettere cumuli di sabbia, sassi o rocce. Le
tartarughe dovranno avere spazi sicuri dove prendere il sole (che è
fondamentale per la sintesi della vitamina D e quindi per la crescita
del carapace), e spazi ombrosi dove ripararsi nelle ore più calde o
nascondersi. A tal proposito può essere simpatico, nonché utile,
costruire semplici rifugi, ben arieggiati, in legno, con il pavimento
rialzato per evitare che diventi umidi, oppure riempito di foglie ben
secche.Argomento indispensabile da tenere in considerazione per
garantire una buona salute alle nostre tartarughe è l’alimentazione. Le
TH sono prevalentemente vegetariane, la loro dieta deve essere ricca di
fibre, sali minerali, vitamine e povera di grassi e proteine animali.
In libertà prediligono i teneri germogli delle più svariate piante
selvatiche, fiori, lumache, frutta selvatica e occasionalmente
escrementi di altri animali. Gli esemplari che teniamo in giardino si
possono alimentare variando fra la grande scelta di frutta e verdura
disponibili, l’importante è che siano ben lavate per eliminare ogni
traccia di pesticidi. Può essere una graziosa idea coltivare nel
giardino delle piante di lattuga che saranno a disposizione delle
tartarughe in modo “naturale” (evitiamo accuratamente di usare alcun
tipo di pesticidi e concimi. Una dieta varia fornisce la quantità di
vitamine sufficiente per il metabolismo delle testuggini, a meno che
non ci siano dei problemi di salute o carenza di calcio, fondamentale
per la sintesi della vitamina D.
Il letargo
Il letargo è un processo che alcuni animali attraversano per
sopravvivere all’inverno: la temperatura scende così tanto che
l’animale non può sopravvivere allo stato attivo. Così queste creature
vanno incontro ad un “riposo invernale” e si “nutrono” grazie alle
riserve di grasso del loro corpo che hanno accumulato durante i mesi
caldi. Tutti i processi metabolici vengono rallentati, l’animale ha
così bisogno di un bassissimo dispendio di energie.La temperatura
ottimale durante questo questo periodo deve essere mantenuta tra i 5 e
i 10 gradi. Una temperatura sotto i 2° potrebbe essere dannosa e sotto
i 0° letale. Una temperatura sopra i 10° interromperebbe il letargo
che, comunque, non deve superare le 20 settimane. Durante questo
periodo la tartaruga perde, al mese, circa l'1% del suo peso iniziale.
In libertà, alle latitudini naturali, la testuggine può rimanere in
letargo anche solo 4 settimane.